Labardi applaude «Che impressione»
Il grande ex: nella Spal c’è la mano di un tecnico importante «Tutti bravi, il futuro è di Lazzari. Siena uno snodo cruciale»
FERRARA. Tra gli spettatori di Spal-Prato, domenica scorsa, c’era anche un osservatore illustre: Roberto Labardi, grande ex spallino, tra i principali protagonisti dell’ultima promozione in serie B, quella ottenuta al termine della stagione 1991/92.
Labardi, che sensazioni ha vissuto al “Paolo Mazza”?
«Mi sono divertito. Bella partita, la gara mi è piaciuta tanto. E ovviamente mi riferisco alla prestazione della Spal».
L’allenatore Labardi cosa ha colto in particolare?
«La mano... dell’allenatore! In questa Spal c’è l’impronta di un tecnico importante. La squadra, pur capolista e contro un avversario di caratura diversa, non ha giocato con presunzione. Al contrario. Le punte hanno attaccato la profondità sui due centrali e l’hanno fatto per tutta la partita, o almeno fino al 3-0. Ciò significa che non si vive solo della luce della classifica, ma che la partita viene preparata anche sulla scorta delle caratteristiche dell’altra squadra. E questa, lo ribadisco, è la grande impronta dell’allenatore. Se ne sono accorti tutti, quel coro dello stadio per Semplici è stato il riconoscimento del lavoro, della serietà e dei risultati».
La lotta per la promozione diretta è un discorso che riguarda esclusivamente Spal e Pisa?
«Se fossi alla Spal, giocatore, tecnico o dirigente, ci andrei con i piedi di piombo nelle dichiarazioni. Ma da fuori dico che la Spal è... a rete, con la pallina sulla racchetta e pronta a metterla a terra e vincere. La Spal è fortemente favorita per il primo posto che vale la B, lo è per gli attuali 7 punti di vantaggio e per altri valori. La cautela però non deve mai mancare: occhio alle prossime due trasferte consecutive. Soprattutto la prima, quella di domenica a Siena. È uno scoglio importante, una bella boa: se la superi, poi vedi più vicino l’attracco in porto».
Tornando a domenica scorsa, chi l’ha colpita?
«Mi hanno impressionato in tanti. Finotto rispetto alla scorsa stagione, è migliorato molto. Poi direi la difesa, il portiere... Ma tutti. Se però devo fare solo un nome, dico Lazzari. Lo seguo con attenzione da un paio d’anni, anche in allenamento. Ha forza fisica, non fa fatica, va e torna. Se migliora nell’ultima parte della fase offensiva, allora il futuro gli appartiene. Potrà dire la sua in B, e non solo».
Paolo Negri
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