Matano pronto per il sogno «Cercherò il ko»
Boxe. Il superwelter parte per gli Stati Uniti «Williams è forte, ma so come batterlo»
FERRARA. La grande avventura inizia. Il sogno americano di Marcello Matano si sta concretizzando in queste ore, quando salirà su un aereo, assieme alla sua fidanzata, per raggiungere New York. Qualche giorno nella Grande Mela da turista e per smaltire il jet lag, sgombrare la mente dalle tante insidie che hanno caratterizzato la lunga (o troppo breve...) vigilia del match che lo attende. Poi, martedì, ecco l’arrivo del suo staff e il trasferimento al Sands Casino Resort di Bethlehem, in Pennsylvania - dove il superwelter della Ferrara Boxe sfiderà Julian Williams nella semifinale per il mondiale Ibf. Chi vince, quella notte, se la vedrà poi con Jermall Charlo.
Ieri, passerella in residenza municipale per Matano e il suo clan, assente il manager Loreni che, pure, lo raggiungerà negli States. Ad aprire l’incontro con la stampa, facendo gli onori di casa, l’assessore allo sport Simone Merli: «Da amministratore comunale di Ferrara - ha esordito - mi piace presentare eventi che si svolgono nel territorio, ma sono contento che Marcello tenti questa sfida, che comunque nasce nella nostra città. Le sue imprese ci hanno divertito, la città è legata a lui per quello che ha dimostrato. Negli ultimi due anni - ha proseguito Merli - la boxe ferrarese ha avuto un grande rilancio, con Marcello in primis. Dopo tanti anni di attività faticosa e poco seguita, la città ha dimostrato di voler vedere della boxe di qualità. Faremo il tifo per te - ha chiuso l’assessore rivolgendosi a Matano -, sperando che le cose vadasno bene a te e... meno all’altro».
Il tecnico e preparatore Paolo Buttini è quindi entrato nei dettagli sportivi: «Abbiamo sempre alzato l’asticella, a conferma dei buoni risultati della boxe ferrarese e l’eccellente cammino di Matano, un percorso che lo ha visto svettare prima fra i dilettanti, passando al professionismo e al titolo italiano, arrivando a conquistare e difendere il titolo intercontinentale. Adesso andiamo oltre oceano, rappresentando l’Italia intera: una sfida importantissima per la carriera di Matano e per tutto il pugilato italiano. Marcello sfida il pugile al 5º posto nel ranking per la semifinale mondiale, Julian Williams è in grande ascesa, il suo record di 21 vittorie, 13 prima del limite, e 1 pari lo conferma, e ha il più importante procuratore al mondo. È forte, potente, ha buona tecnica, sa difendersi, ha un gran allungo, Un avversario impegnativo...».
Se questo è il ritratto del co-sfidante, Matano non si presenta certo a mani nude: «Marcello - continua Buttini - ha avuto una crescite esponenziale. È durissima, certo, andiamo a combattere a casa sua...».
«Ma questo - interviene il maestro Roberto Croce - era il nostro obiettivo sin dalla conquista della cintura intercontinentale. Abbiamo ricevuto molte altre offerte, anche il mondiale Wba, ma Loreni, io e Matano siamo sempre stati convinti di proseguire su questa strada. Matano chiude il 2015 con tre vittorie, fino ad arrivare settimo nella graduatoria mondiale...». «Sesto - lo interrompe Matano - adesso sono sesto e Williams quinto». «Abbiamo fatto bene a proseguire su questa strada - riprende Croce - anche se non è facile. Ho idea che non finirà ai punti, entrambi proveranno, con la terna arbitrale della Pennsylvania per noi andare ai punti è un rischio». E Matano, che apprende dei giudici in quel momento: «Non è assolutamente giusto!».
«Abbiamo puntato sulla preparazione - spiega ancora Croce -: Marcello, per essere un superwelter, ha grande esplosività e velocità, ma per vincere questo match prima del limite, contro un avversario di questa portata, abbiamo cambiato qualcosa, rallentando un pochino la sua azione per migliorare la precisione dei colpi e aumentarne la potenza. Abbiamo aggiunto qualità, lavorando bene sulla difesa e impostando il match sulla corta distanza».
Non è un mistero che Matano abbia avuto qualche problema fisico e Croce ci tiene a fare dei ringraziamenti: «Marcello ha avuto un problema al collo, risolto da due eccellenti professionisti: la fisioterapista Graziella Borghesan, che ci raggiungerà in America per i massaggi prima del match, e il fisioterapista e osteopata Massimo Borghi, che ha risolto i problemi alla colonna vertebrale».
Scalpitante, carico come una mina, con il fisico tirato e massiccio come forse non l’ha mai avuto, argento vivo e acciaio nei muscoli, coraggio da vendere. Ecco, finalmente, a parlare è l’atteso protagonista: «Volevano farmi partire martedì prossimo - ripercorre i tatticismi dell’organizzazione statunitense Marcello Matano - ma mi sono impuntato e domani (oggi, ndr) cado a New York. L’allenamento è finito, sono in fase di scarico: domenica farò una corsettina, poi allenamento a giorni alterni: finora ho fatto 5 o 6 ore tutti i giorni. Ho accentuato la massa muscolare, raddoppiano e a volte triplicando i carichi, quindi le mie sequenze di colpi saranno più potenti».
«Ha incrementato la forza - interviene l’altro preparatore Matteo Guerzoni - per poi incanalarla in esplosività e velocità. Ora l’importante è mantenere questo livello di forma fisica: alimentazione, fattori climatici ed emotivi saranno da considerare».
«La preparazione è stata breve - aggiunge Croce - perché hanno cambiato la data del match più volte: prima maggio, poi aprile, poi il 12 marzo, infine l’anticipo al 5».
«Hanno fatto molta pressione psicologica - conferma Matano - ma ce la metterò tutta per vincefre negli Usa: l’impresa è molto difficileWilliams è uno dei migliori pugili in circolazione, ma è più lui che ha da perdere in quest’incontro, io darò tutto sin dalla prima ripresa. Lui, più che potente, è preciso, i tanti ko con cui ha vinto sono arrivati con colpi mirati: prima, tanti colpi, ma gli avversari non li sentivano più di tanto, segno che non ha troppa potenza. E poi, secondo me non ha mai incontrato un pugile che lo mettesse davvero in difficoltà: io ci proverò, cercando di essere sgusciante. Non avrei mai pensato di arrivare fin qui, adesso voglio giocarmela».
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