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Matano prima su Sky poi negli Usa Duran: «Non doveva andare solo»

Matano prima su Sky poi negli Usa Duran: «Non doveva andare solo»

FERRARA. L’avventura è iniziata. Marcello Matano ieri è sbarcato a New York. Un paio di giorni da turista, poi allenamenti leggeri a giorni alterni. Martedì lo raggiungerà il suo staff e insieme si...

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FERRARA. L’avventura è iniziata. Marcello Matano ieri è sbarcato a New York. Un paio di giorni da turista, poi allenamenti leggeri a giorni alterni. Martedì lo raggiungerà il suo staff e insieme si trasferiranno a Bethlehem, in Pennsylvania, al Sands Casino, dove la notte di sabato 5 marzo (in Italia sarà già domenica, le 4 del mattino), affronterà Julian Williams nella semifinale per il titolo mondiale Ibf dei superwelter. Prima di partire, Matano ha ricevuto la visita in palestra delle telecamere di Sky Sport 24.

Ieri un altro ferrarese, che tanti anni fa aveva intrapreso lo stesso viaggio, gli ha dedicato un pensiero: «Questo ragazzo - scrive Alessandro Duran - tra una settimana salirà sul ring in America per disputare la semifinale mondiale contro il forte Williams. Questo ragazzo è un guerriero che non ha paura di nulla e nessuno sul ring. Questo ragazzo con la volontà, la passione e la grande determinazione ha raggiunto risultati che vanno oltre le sue doti tecniche. Questo ragazzo si chiama Marcello Matano. Un ragazzo che conosco e stimo per tutto quello che mette sopra un ring. Stamattina, quando ho visto la foto della partenza per il suo viaggio in Usa, ho provato per lui gioia, ma dentro di me mi sono fatto delle domande. Come è possibile che un pugile che va a combattere per un match così importante parta da solo senza nessuno che gli faccia compagnia? Chi ha fatto l’atleta a certi livelli sa quanto sia importante l’aspetto psicologico. In certi momenti basta lo sguardo di una persona fidata per darti morale. Non so come andrà l’incontro. So solo che da ex pugile, da allenatore, da commentatore e soprattutto da uomo che da tanti anni è nella boxe, sarà un match tremendo per tanti motivi. Mi domando allora perché Marcello sia dovuto andare via da solo. I motivi l’immagino, ma credo che per un match importante si doveva alzare la voce con l’organizzatore per avere un accompagnatore al fianco del ragazzo. La mia non vuole essere un’accusa nei confronti dell’entourage di Marcello, che è a sua volta vittima di problemi organizzativi. Mai ho visto un pugile a questi livelli arrivare da solo. Mi auguro che tutto questo renda ancora più forte Marcello e gli dia una motivazione in più per compiere una grande impresa. Forza Capitano!».

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