Cavaliere e Fabbri nello staff tecnico dei Dogi
FERRARA. In ambito rugbistico il nome dei Dogi suscita negli appassionati – soprattutto quelli non giovanissimi – un sentimento di profondo rispetto. Fondata nel 1973 a Treviso era la selezione dei...
FERRARA. In ambito rugbistico il nome dei Dogi suscita negli appassionati – soprattutto quelli non giovanissimi – un sentimento di profondo rispetto. Fondata nel 1973 a Treviso era la selezione dei migliori giocatori del Triveneto, una squadra con la caratura di una nazionale per valore tecnico degli appartenenti, che si confrontò negli anni con il meglio della pallaovale mondiale. I Leopards Sudafricani, i Kiwi neozelandesi, i Cantabrians, poi Oxford, gli Harlequins, il Rosslyn Park, Wasps, Leinster, Tolosa, Cardiff, sono solo alcune delle squadre che hanno incrociato il cammino dei Dogi.
Ferrara guardava questa realtà appoggiata coi gomiti all’argine del Po, vicina ma lontana anni luce dal poter essere coinvolta se non per la convocazione di Elio De Anna, gloria del rugby rodigino e della nazionale, che fu del Cus Ferrara nei suoi esordi sul finire degli anni ’60. Adesso però un pezzetto di Ferrara è entrato a pieno titolo nei Dogi, nella loro nuova versione anni 2000, che guarda con occhio interessato la versione Seven del rugby, quella olimpica, quella che purtroppo in Italia stenta a decollare.
Per preparare una squadra di alto livello che partecipi al prestigioso Stanislas 7’s, torneo internazionale che si terrà a Nancy (Francia) il 7 e l’8 maggio è stato chiamato lo staff tecnico della Rappresentativa nazionale formata da Vigili del fuoco, che “mastica” il rugby a 7 dal 1998 con ottimi risultati. Ultima la medaglia d'argento al mondiale di categoria del 2015. I ferraresi Andrea Fabbri e Dario Cavaliere, il feltrino Stefano Giop unitamente al trevigiano Mario Pavin hanno avuto l’onere e l’onore di assemblare una squadra dal nulla, estrapolandola dai migliori giocatori dalla C al Pro 12, dal Feltre al Benetton. 42 i selezionati al primo dei 4 raduni fra Padova e Treviso, 4 test per fare una squadra: una bella sfida, che è stata raccolta con piacere.
«Tanti anni fa ero fra quelli che andavano a vedere i Dogi giocare contro il meglio del rugby mondiale di allora - esordisce Fabbri -. Chi l’avrebbe mai detto che dopo 30 anni avrei collaborato a creare qualcosa proprio per i Dogi…».
«Sicuramente è un onore ed una bella sfida per chi sa il valore anche storico dei Dogi - prosegue Cavaliere -. Quel che fa più piacere è vedere finalmente riconosciuto tutto il lavoro fatto con i Vigili del fuoco, dove purtroppo dai vertici è stata gettata una grande opportunità. Come si dice “nemo propheta in patria”».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
