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Spal, dominare non è vincere

dall’inviato Paolo Negri
Spal, dominare non è vincere

Lega Pro. Netta supremazia a Siena, sciupate alcune palle-gol, un paio di rigori negati

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SIENA. Non ci si può lamentare per un pareggio a Siena. O forse sì? Eh, sì. Nella misura in cui la Spal impatta una gara che strameritava di fare sua. Ma dominare non è vincere. Alcune occasioni andavano concretizzate. La squadra comunque ha confermato di esserci, anche al cospetto di un arbitro che ha... tutelato lo 0-0.

Spal priva dell'infortunato Cottafava (frattura dello zigomo, sarà operato oggi: out un mese), rimpiazzato al centro della difesa dal rientrante Giani che ha scontato la squalifica. Formazione annunciata. Sul fronte senese, mister Carboni cambia modulo e passa al 4-2-3-1, optando anche per diversi inserimenti di esperienza (Ficagna, Opiela, La Vista) a detrimento di qualche elemento più giovane (il figlio d'arte Paramatti in difesa, Torelli e Saba a centrocampo, Rozzi in attacco). Avvio aggressivo dei padroni di casa, che conquistano subito due angoli in sequenza. Spal costretta a ridosso della propria area. Ma è la squadra di Semplici a costruire la prima, nitidissima, palla-gol: al 10' lancio di Giani a pescare Cellini che si presenta da solo davanti a Montipò; l'attaccante potrebbe tentare il pallonetto o il dribbling laterale sul portiere, però opta per un tocco di esterno che resta nelle intenzioni, e tutto sfuma. Vista la tipologia di gara, contro una formazione che dimostra subito di avere qualità e spessore (al di là delle due recenti sconfitte e del clima incandescente creatosi tra la tifoseria bianconera e la società toscana), chances del genere andrebbero capitalizzate. Siena "avvelenato", gran ritmo, corsa, furore agonistico. Un po' alla volta la Spal riesce però ad avanzare il baricentro e conquista due punizioni. La prima di Grassi, parata. La seconda vede uno schema con palla da Grassi a Castagnetti, appena dentro l'area, e girata rasoterra di sinistro, con Montipò che blocca. Al 24' l'illusione del gol: Cellini si libera dal limite e tira secco, palla deviata e che esce di un nulla. E ancora: al 29' Castagnetti intercetta e scarica immediatamente su Schiavon che lancia perfettamente in corridoio per Finotto, in area, sul centro-destra, in posizione ideale: destro "scartocciato" che finisce a lato, si poteva e doveva fare meglio, ottima opportunità sprecata in malamente. Come quella del 38', ancora per Finotto (imbeccato da Cellini): conclusione immediata e respinta da Montipò, poi un difensore senese salva in angolo. Buona Spal, ai biancazzurri manca "solamente" il gol. Un'osservazione: Grassi non può cantare e portare la croce; regista, mezz'ala, inserimenti. Così se ne disperde il potenziale dalla trequarti in avanti.

Nella ripresa subito Castagnetti per Cellini che si gira e conclude di sinistro, ma debolmente. La Spal macina ma non trova l'ispirazione vincente, a tratti c'è forse imprecisione nell'ultimo passaggio. Al 18' Grassi per Lazzari, sinistro dal limite ed il portiere si fa sfuggire il pallone che si impenna sopra la traversa. La sensazione è che ci sia margine per vincere, magari cambiando qualcosina. Al 21' Cellini si destreggia in area, va giù: rigore, ma l’arbitro lascia proseguire, palla a Mora che da due passi - di punta - mette fuori. Entra Zigoni per Finotto. Al 29' tiro di Schiavon, deviazione di Zigoni e gran parata del portiere, lo stesso Zigoni si avventa sulla ribattuta ma viene atterrato: rigore negato. La Spal insiste, e meriterebbe. Entra Di Quinzio per Schiavon, e Lazzari chiede un altro rigore. Inutile, l'arbitro fischia tutto contro i biancazzurri. Comunque è un monologo spallino fino al termine della contesa. Ma non basta, finisce 0-0. Non disprezzabile, però c'è una punta di rammarico per non essere riusciti a portare a casa l’intera posta in palio. Sarebbe stato legittimo.

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