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Matano fa l’americano, fra selfie e jogging

Matano fa l’americano, fra selfie e jogging

Il superwelter verso la semifinale mondiale. Oggi arriva il suo maestro: riprendiamo a lavorare

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FERRARA. «Sono in fase di scarico, faccio un po’ di footing e per il resto faccio il turista a New York. Adesso non sono più solo, sono arrivati i “rinforzi”... Il problema è che alle 5 del mattino sono già sveglio». Marcello Matano chatta con noi via Facebook da Brooklyn, dov’è rimasto fino a questa mattina. I “rinforzi” di cui parla è la sua fidanzata, Martina Piacentini, che l’ha raggiunto nella Grande Mela due giorni dopo il suo arrivo. Ma i rinforzi veri arriveranno oggi.

Atterreranno all’aeroporto di Newark-Liberty, a est di New York, per poi proseguire tutti insieme in auto fino a Bethlehem, in Pennsylvania, un’ora e un quarto di strada prima di approdare al Sands Casino, nella cui arena da diecimila posti a sedere sabato sera (là alle 22, in Italia saranno le 4 di domenica) il superwelter ferrarese sfiderà Julian “J Rock” Williams nella semifinale per il mondiale Ibf. Un match tutto in salita per “Il Capitano”, che va a contendere la chance iridata a un pugile in grande ascesa, che lo supera sì di una sola posizione nella classifica mondiale, quarto contro quinto, ma che gioca in casa, con tre giudici del posto a deciderne le sorti ed è tutelato dall’organizzatore della riunione. Insomma, fattori ambientali tutti a favore del colored, assieme all’altezza e a una “apertura alare” entrambe superiori al metro e 80 centimetri.

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In vista di tutto questo, da oggi si torna a fare sul serio. Ieri sera, infatti, è partito il suo maestro Roberto Croce, assieme allo staff che lo segue in questo sogno americano: «Domattina (oggi per chi legge, ndr) siamo là e iniziamo a fare un po’ d’allenamento. Sono sempre stato in contatto con Marcello - dice Croce - e sta bene, si sta riposando. Certo, non ha ancora smaltito il jet lag, la mattina si sveglia ancora molto presto, ma lo abbiamo fatto andare a New York prima apposta, in modo che avesse qualche giorno in più per abituarsi al fuso orario (6 ore meno che in Italia, ndr). Comunque - chiude il maestro - a livello psicologico l’ho sentito bello carico, anche essere stato raggiunto dalla fidanzata gli ha fatto bene».

Il countdown è iniziato, sabato si avvicina e la tensione inizia a trasparire. Tutto bene, certo, il nostro pugile, pur fra mille difficoltà dovute ai tatticismi dell’organizzazione (spostamento di data, fino ad anticipare di un mese e mezzo l’incontro, continuo rinvio della partenza per l’America), ha preparato questa sfida al massimo delle proprie capacità e arriva all’appuntamento con armi potenziate e il coraggio di sempre. Per Matano è la grande occasione della carriera e lo sa bene: dovesse farcela a sfondare in America, la sua vita svolterebbe.

Poi, ad attenderlo ci sarebbe il mondiale con Jermall Charlo, 25enne texano, 23 vittorie di cui 18 per ko. Ma questa, semmai, sarà un’altra storia...

Sergio Armanino

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