Nel giorno di Milan-Alessandria il ricordo di Arbizzani
Il centese è stato l’ultimo portiere della squadra piemontese in serie A
FERRARA. L’Alessandria è una delle squadre più blasonate nel panorama calcistico nazionale, anche se manca dalla serie A da ben 56 anni. In questo periodo i grigi stanno vivendo il loro momento di celebrità per essere riusciti a raggiungere il traguardo delle semifinali di Coppa Italia (stasera a San Siro il match di ritorno contro il Milan, dopo che i rossoneri si sono imposti 1-0 all’andata al Comunale di Torino).
Tra i tanti calciatori con trascorsi ferraresi che hanno vestito la casacca piemontese in pochi ricordano il portiere Luciano Arbizzani. Nato in Libia (all’epoca colonia italiana) il 9 settembre del 1938, da famiglia veronese, si trasferì a Cento dove il padre gestiva una mesticheria in Corso Guercino. Frequentò l’istituto professionale Fratelli Taddia a Cento ed era compagno di banco di Carlo Govoni, industriale nel campo metalmeccanico nonchè dirigente del Casumaro calcio per tantissimi anni assieme al fratello Tonino:
«Me lo ricordo bene. Faceva il portiere e dopo gli inizi nelle giovanili della Tresigallese nella stagione 1957-58 approdò alla Bondenese, allora autentica fucina di talenti con il suzzarese Italo Allodi direttore sportivo. Tre anni prima la stessa Bondenese aveva ceduto un altro portiere, Giuliano Sarti, alla Fiorentina e l’anno precedente il talentuoso centrocampista Giavara era approdato alla Sampdoria. Lo vidi in varie occasioni e, al termine di quella stagione venne ceduto al Trapani in serie C (19 presenze) e poi all’Alessandria. Ho provato ad avere sue notizie, mi dissero che aveva un negozio a Malcesine nel Veronese, ma le ricerche sono state infruttuose. Ho chiesto notizie anche ad alcuni Arbizzani che abitano a Cento (Claudio, Franca e Magda; ndr) ma senza esiti apprezzabili».
Arbizzani rimase ad Alessandria tre stagioni disputando un campionato di serie A totalizzando 18 presenze (esordì il 20 settembre del 1959 in Alessandria-Milan 3-1 e in quel torneo debuttò all’età di 15 anni un “certo” Gianni Rivera mentre il 20 dicembre 1959, sempre con Rivera in campo, giocò l’ultima gara di serie A, Genoa-Alessandria 1-0, alla quale assistette il campione ciclistico Fausto Coppi, poco prima della sua prematura morte). Poi due annate di B (totale 24 presenze), prima di approdare nella stagione 1962-63 al Mantova in A (2 sole presenze); l’anno dopo finì al Padova in B dove rimase due stagioni (15 presenze in tutto) e dalla stagione 1965-66 concluse la sua carriera tra i dilettanti.
In tempi più recenti (nel 1991) un altro centese, Andrea Ramponi vestì la magia dell’Alessandria in C/1 dove rimase una sola stagione totalizzando 21 presenze ed 1 gol.
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