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Spal rafforzata dalla prova di Siena

di Paolo Negri
Spal rafforzata dalla prova di Siena

I biancazzurri hanno dimostrato personalità e gioco

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FERRARA. Maggior velocità di passaggio. È il miglioramento che Max Allegri chiede alla sua Juventus. Ecco, riteniamo che anche la Spal possa/debba fare passi avanti in tal senso.

Se dovessimo indicare una pecca, nella prestazione offerta dai biancazzurri domenica a Siena, diremmo proprio che in talune circostanze la squadra di mister Semplici è stata un po’ lenta nella trasmissione del pallone: con una maggior sollecitudine nel passaggio (senza due o tre tocchi in più, con quella rapidità di esecuzione che sarebbe stata talvolta necessaria) si sarebbero create situazioni di pericolosità in numero ancor più elevato rispetto a quelle costruite. Ci sono state almeno quattro o cinque circostanze, principalmente sul centro o sul centro-destra, in cui la sfera andava data immediatamente, sulla corsa o l’inserimento del compagno che si proponeva.

Si dirà: certo, da fuori è facile...

Sì, ne conveniamo. Ma l’osservazione non vuole suonare come critica, giusto come annotazione. Perchè riteniamo che in realtà si possano muovere ben pochi appunti alla Spal che ha pareggiato 0-0 al “Franchi”. È parso lampante come i biancazzurri non abbiano sfruttato le tante palle-gol avute, ed a fine gara mister Semplici in primis ha sottolineato come sia mancato “solo” il gol, come la sua squadra abbia peccato in fase di concretizzazione.

È vero, il rapporto occasioni-riuscita è stato deficitario. Sei o sette nitide palle-gol, e nessuna rete. Ma Semplici non deve dolersi più di tanto, anche se il rammarico è comprensibile e condivisibile. Quelle situazioni, però, lui (come chiunque) non può allenarle. Ci si può esercitare all’infinito durante la settimana, ma poi dipende tutto da tanti fattori: la freddezza del singolo, la precisione, la fortuna o la sfortuna, una traiettoria, un rimbalzo, il portiere avversario... Le circostanze spesso sfuggono alla logica, anche all’evidenza: nitida palla-gol non significa automaticamente gol.

Per dirla alla Catalano: sarebbe stato meglio se la Spal a Siena avesse vinto.

Già. Perchè la squadra ne ha avuto la possibilità. Ma, adesso, non facciamone una montagna. Vittoria o pareggio, 7, 8 o 5 punti di vantaggio sul Pisa... Sì, c’è differenza. Ma nonostante tutto crediamo che la Spal sia uscita rafforzata da Siena. Perchè ha mostrato personalità, perchè ha esibito un buon gioco, perchè è stata in campo con la postura di chi ha forza, qualità, mentalità, consapevolezza. Perchè ha fatto la partita. Perchè non ha rischiato mai e perchè ha costruito e creato molto. Perchè ha saputo gestire l’avvio “avvelenato” del Siena senza scomporsi, per uscire progressivamente e prendere in mano le redini del match, sfiorando tre/quattro volte il gol nel primo tempo fino a giocare una ripresa costantemente nella metà campo - e spesso nell’area - avversaria, collezionando altre opportunità e vedendosi anche negare almeno due rigori (quello su Cellini ed il successivo su Zigoni) che da fuori sono parsi netti, evidenti, clamorosi. Piccola parentesi: non amiamo soffermarci sugli arbitri, e non ne parliamo mai o quasi mai. Bene, Morreale è stato l’arbitro peggiore visto finora, ha tutelato lo 0-0, ha sempre fischiato tutto contro la Spal. E che significa dire ai biancazzurri che erano «rigorini»?

Vabbè, passiamo oltre. Resta la sostanza. La Spal di Siena ha convinto, una volta di più. È questo che induce a rafforzare il sentimento di fiducia nel buon esito della corsa alla B.

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