bonora, l’uomo delle prime volte
FERRARA. Sono molte le “prime volte” di Daniele Bonora. Giocatore ferrarese in serie A2 con la Mangiabevi, quindi tra i pionieri del boom cestistico cittadino. Coach che portò la 4 Torri di patron...
FERRARA. Sono molte le “prime volte” di Daniele Bonora. Giocatore ferrarese in serie A2 con la Mangiabevi, quindi tra i pionieri del boom cestistico cittadino. Coach che portò la 4 Torri di patron Moretti in C2, nonché vice di Fultz e Calamai quando la Semper di Lauriola sbarcò in città. Nato il 5 giugno del ’60, Bonora dal 1978 e per molti anni è stato contemporaneamente atleta e allenatore. Poi è arrivata la stagione in cui è stata in toto la sola panchina. Nel 2010 responsabile del vivaio del Basket Club, dodici mesi dopo eccolo fondare la Scuola Basket Ferrara. Era luglio e Daniele racconta...
«Le nostre radici affondano nel Basket Club: quando Mascellani vendette il titolo sportivo a Romagnoli (venne creato un ibrido bolognese che intendeva rievocare la Fortitudo; ndr) di fatto confluì in quella nuova realtà anche tutto il vivaio bianconero. Io e alcuni genitori quali Anna Tambini, Maurizio Levratto, Mario Seravalli e Sergio Mardegan fondammo la SBF, contrattando successivamente con Romagnoli il “rientro” dei nostri ragazzi. Siamo partiti così».
Avvio atipico per una società singolare nel panorama ferrarese. «Direi di sì - afferma Bonora - perché la dirigenza è interamente composta dai genitori dei giocatori. Abbiamo circa trecento tesserati e la nostra “mission” non è soltanto quella di creare cestisti. Noi puntiamo anche al sociale, nel senso che creiamo squadre solo per il gusto di far giocare i giovani indipendentemente dalle loro qualità. Poi possono diventare arbitri, allenatori, dirigenti... Vogliamo tenere in palestra quanti più ragazzi possibili, dopodiché troveranno la loro strada».
Nata come società di esclusivo settore giovanile, da un paio di campionati la Scuola Basket ha anche una prima formazione in serie D. «D’intesa con tutto il consiglio direttivo, abbiamo pensato che questa scelta potesse essere una prospettiva in più per i giovani che escono dal nostro vivaio. Una motivazione ulteriore dopo l’attività giovanile».
È Bonora che pilota dalla panchina il gruppo di serie D, che ha nel suo grembo gli atleti più interassanti dell’Under 20 Elite: «Nell’ultimo campionato di D - ricorda il coach - ci siamo salvati proprio all’ultimo, nello spareggio playout. Quest’anno invece siamo già salvi e possiamo lottare per i playoff. Il mio orgoglio però è un altro..». Pausa. «Sono orgoglioso perché facciamo la D con i nostri ragazzi». Tutto made in SBF. (m.na.)
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