Dalla guerra in riva all’Arno la Niagara torna con un punto
Serie B1/M. I biancoverdi vanno subito sotto, poi sorpassano ma sono rimontati Al tie break la partita si decide in volata e i Lupi trovano lo sprint vincente
La guerra in riva all’Arno è vinta dai Lupi. Ma che battaglie, prima di arrivare al verdetto finale! La Niagara esce sconfitta al tie break, dopo due ore e mezza di gioco, con due set, quelli che si sono aggiudicati Bernard e compagni, arrivati ai vantaggi. Ma lo sprint finale ha premiato i padroni di casa.
Una bella partita, avvincente dal punto di vista agonistico, che si sapeva non essere semplice da portare a casa. I Lupi di coach Marco Bracci ultimamente si erano segnalati fra le formazioni più in forma del girone, reduci da 5 vittorie consecutive. Certo, quando sei avanti 2-1 nel computo del set, la speranza di portare a casa il bottino pieno o, almeno, due punti, inizia ad avere un fondamento. Ma nulla è scontato e, appunto, i Lupi sconti non ne hanno fatti, spartendo la posta in palio ma portandosi a casa la fetta più grossa.
Formazioni annunciate e partenza a razzo dei padroni di casa, che arrivano al primo time out tecnico avanti di 6 lunghezze (8-2). Un fuoco di paglia, oppure una sveglia per la Niagara, che da quel momento in poi ha giocato come sa. Parziale compromesso, ma partita che si porta sui binari dell’equilibrio. Secondo e terzo set sono due vere e proprie battaglie, sempre in perfetto equilibrio e strappate dai biancoverdi al rush finale. Forse qui la Niagara spende qualche energia, fisica e mentale, più degli avversari, così, anziché riuscire a chiudere il match, subisce il ritorno dei padroni di casa. I Lupi reagiscono alla doppia “beffa” ai vantaggi e nel quarto set partono forte, mettendo ancor più in difficoltà la ricezione ospite e accumulano un vantaggio che, al secondo time out tecnico, è di nuovo di 6 lunghezze (16-10). Così si va al tie break, tutto da giocare. L’equilibrio torna a essere la regola, ma nel finale un buon turno di battuta dei Lupi fa la differenza.
In casa Niagara ancora molto positivo l’opposto Drago, indiscusso top scorer, ma anche le bande hanno disputato una buona gara. Meno prolifici i centrali, penalizzati da una ricezione spesso non abbastanza precisa per utlizzarli come terminali offensivi da parte dei due alzatori, Govoni e Ballestrazzi, che coach Martinelli ha alternato in campo.
Un punto muove la classifica, ma non abbastanza e la quota playoff si allontana, seppur di poco. L’obiettivo di qualificarsi alla post season è ancora perseguibile, sempre più saranno decisivi gli scontri diretti. Un sogno, più che un obiettivo (per altro mai dichiarato), per una squadra che annovera un 17enne e tre 18enni: non sarà mai il momento di recriminare, così come non bisognava esaltarsi prima, quando le vittorie parevano arrivare con facilità.
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