Spal, dimostrazione di forza
Lega Pro. La vittoria ad Aprilia frutto della capacità di superare anche gli equivoci tattici
FERRARA. Il sabato perfetto, quello dell’altro giorno. La Spal ha dato un’altra dimostrazione di forza, ha schiantato a domicilio la Lupa Roma ed ha riguadagnato due punti sul Pisa bloccato a Rimini: adesso i biancazzurri conducono con 7 lunghezze di margine sui toscani.
Non si può parlare di scatto decisivo. Perchè la Spal non va a strappi, ma fa l’andatura - decisa, con passo sicuro - da inizio stagione. Ciò non toglie che questa costanza ad alto livello - 13 risultati utili di fila, serie in corso; 5 vittorie e 3 pareggi nel solo girone di ritorno, con 18 punti conquistati su 24 disponibili - possa fare la differenza nel momento topico della stagione. Ci siamo. La fase è cruciale: domenica la Maceratese al “Mazza”, poi la trasferta di Carrara, quindi il Savona a Ferrara, queste le partite che precedono il match clou a Pisa. Una gara, quella dell’Arena Garibaldi, cui la squadra di Semplici dovrà cercare di arrivare col massimo vantaggio possibile. Conservare quello attuale sarebbe cosa buona. Ma senza farne una montagna, senza farsi attanagliare dalla pressione, senza ossessioni. Sabato ad Aprilia la Spal ha forse un po’ accusato questa necessità di “vincere a tutti i costi”, con un orecchio (più in tribuna, a dire il vero...) a Rimini e la preoccupazione per le cose che non andavano in campo.
Perchè la vittoria è stata ampia, logica, meritata. La Lupa è stata stroncata alla distanza, schiacciata dal maggior tasso tecnico-qualitativo e dalla superiore forza fisico-atletica dei biancazzurri. Nessuna ombra, insomma, sulla piena legittimità (e sul peso specifico) del successo. Epperò ciò non può e non deve far passare una spugna sulle problematiche della prima frazione. Quando la Spal non ha trovato né fluidità né intensità né furore, quando a tratti è parsa lunga e slegata, quando ha incontrato precise difficoltà tattiche e quando è stata salvata da due miracoli di Branduani (il secondo sul rigore di Fofana) e - in un paio di occasioni - dall’imprecisione sottoporta dei locali. Una Spal che non ha trovato la quadratura a causa dell’assetto del centrocampo con Grassi e Di Quinzio mezzeali. Intendiamoci, non sono stati loro - in quanto tali - la causa dei mali spallini. Di Quinzio globalmente va annoverato tra i migliori, e Grassi è da lodare per spirito di sacrificio e per il delizioso assist a favore dell’ultimo gol di Cellini. Ma Grassi non è mezz’ala (a Salerno la rottura avvenne proprio a causa dell’utilizzo in quel ruolo): non ne ha il passo, e quando deve fare interdizione non mastica il proprio pane. Ci sta, con disciplina, ma viene tolto dalla posizione frontale e più avanzata dove sa inventare, creare, colpire come pochi. Inoltre, Lazzari era molto bloccato, forse perchè consapevole di dover assicurare copertura su quell’asse, così è mancata anche la sua spinta. Grassi è una risorsa, una grande risorsa, e come tale va considerata e utilizzata, anche se ciò comporta l’inevitabile mal di testa di dover tener fuori due punte tra Cellini, Finotto e Zigoni.
Ma il merito e la bravura della Spal e di mister Semplici sono state quelle di sormontare tali problemi, di adattarsi in un modo o nell’altro, di accelerare, di segnare in avvio di ripresa, di reagire immediatamente al subitaneo pareggio della Lupa con il secondo ed il terzo gol che - sommati al palo capitolino di Malaccari - hanno indirizzato la gara nel senso più logico, più giusto, più meritato.
Hanno segnato tutti gli attaccanti (3 reti Cellini, 1 Finotto e Zigoni: ora sono rispettivamente a quota 11, 9 e 6), che insieme sommano 26 delle 42 reti della Spal (squadra più prolifica dell’intera Lega Pro), e questa è stata un’altra dimostrazione di forza. È una Spal dalle mille risorse. Domenica con la Maceratese servirà un altro sforzo. Passo dopo passo, verso il traguardo.
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