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Spal, Branduani come Torchia nel ’91

di Paolo Negri ; di Paolo Negri
Spal, Branduani come Torchia nel ’91

Due rigori parati, due svolte diverse, lo stesso traguardo

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FERRARA. Tra il 12 maggio 1991 ed il 5 marzo 2016 intercorrono poco meno di 25 anni. Una vita. Ma calcisticamente la distanza è parsa annullata d’incanto. Sì, sabato scorso quel 12 maggio non è sembrato così lontano. Anzi.

I punti di contatto? La Spal. la corsa alla promozione. Due calci di rigore. I portieri biancazzurri. I momenti della gara. I successivi vantaggi. E il... Cittadella.

Domenica 12 maggio 1991. Spal-Cittadella al “Paolo Mazza”, 30ª giornata del campionato di C2. Al 74’ il centravanti veneto Sambo si incunea in area e, stretto tra Fabbri e Paramatti, si lascia cadere. L’arbitro Giove accorda il rigore. È il 75’ quando il portierone spallino Davide Torchia si tuffa sulla propria sinistra, intuisce e ribatte il penalty calciato da Martino. Passano 5 minuti e Primizio, da destra, serve Brescia che azzecca la girata vincente per il gol dell’1-0. È la vittoria che determina la svolta della stagione, che avvia la grande rimonta, che dà inizio alla cavalcata trionfale fino all’apoteosi dello spareggio di Verona con la Solbiatese ed alla conseguente promozione in C1, tappa di avvicinamento alla successiva ascesa in serie B.

Sabato, 5 marzo 2016, stadio “Ricci” di Aprilia. Scenario bucolico, vento stile “Militare” di Catanzaro anni ’70. Squadre sullo 0-0, corre il 39’ quando il mediano spallino Castagnetti aggancia Malaccari e l’arbitro Pagliardini concede il rigore alla Lupa Roma. Fofana sul dischetto. È il 40’ quando Branduani, come Torchia, intuisce. Quando, come Torchia, si butta alla propria sinistra. Quando, come Torchia, ribatte.

Poi, al 2’ della ripresa, Finotto porta in vantaggio la Spal.

5 minuti tra il rigore parato e il gol dell’1-0 nel 1991; 7 minuti sabato scorso.

Si dirà che la rete di Finotto è stata immediatamente annullata dal pareggio di Daffara. Sì, però la Spal ormai si era liberata, sbloccata. E dopo sono venuti gli altri quattro gol del successo che ha riportato la squadra di mister Semplici a +7 sul Pisa secondo in classifica. In ogni caso, ieri (1991) come oggi (2016) i due episodi che hanno fatto svoltare quella e questa gara sono stati i rigori neutralizzati da Torchia e da Branduani. Nel primo caso, la scintilla che riaccese la speranza della rimonta-promozione. Oggi come oggi, la prodezza che ha consentito alla Spal di stare in partita, di non complicarsi la vita, di porre le basi per un’affermazione di fondamentale importanza in un momento cruciale della stagione.

Tante analogie che si possono interpretare come un auspicio. Adesso, tra l’altro, torna anche... il Cittadella. In Coppa, questa volta. Eh sì, perchè la settimana che conduce al big match interno di domenica contro la Maceratese (terza forza del campionato, la prima squadra a battere la Spal nel torneo in corso) è caratterizzata, arricchita o disturbata - dipende dai punti di vista - dalla semifinale di ritorno della Coppa Italia di Lega Pro. All’andata, la settimana scorsa, 1-1 al “Mazza”. Domani alle 14.30 il match decisivo al “Tombolato”.

Particolare importante. Il Cittadella, primo nel girone A come la Spal conduce il B, è a sua volta atteso da una partitissima di campionato, quella di Alessandria contro una squadra che la Coppa Italia “vera” (la Tim Cup) ha portato fino all’apice del sogno - la semifinale col Milan - costandole il campionato: amaro risveglio, sia in Coppa (0-1, 0-5) sia in Lega Pro, con l’attuale -13 dal Cittadella. In ogni caso sarà big match. Ma i veneti giocheranno ad Alessandria lunedì alle 20, la Spal ospiterà la Maceratese domenica alle 15. Domani, quindi, i granata potranno anche limitare il turn over, e in ogni caso avranno poi un giorno in più per prepararsi alla super sfida di campionato, mentre i biancazzurri non potranno non pensare prioritariamente alla Maceratese, al campionato, a questa corsa che conducono dall’inizio.

Dal Cittadella del ’91 al Cittadella di domani è davvero trascorsa una vita, lo ribadiamo. Ma quella di allora fu tappa decisiva, questa sarà tappa di passaggio.

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