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Il calcio piange Corioni Addio commosso all’ex patron Brescia

Il calcio piange Corioni Addio commosso all’ex patron Brescia

BRESCIA. L'ultimo dei presidenti «pane e salame»: questo è stato Gino Corioni, presidente del Brescia per quasi un quarto di secolo, fino all'estate del 2014 quando i problemi finanziari che...

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BRESCIA. L'ultimo dei presidenti «pane e salame»: questo è stato Gino Corioni, presidente del Brescia per quasi un quarto di secolo, fino all'estate del 2014 quando i problemi finanziari che travolsero il club portarono alla sua estromissione dal vertice della società che poi passò di mano.

Corioni, che per lungo tempo ha lottato contro una malattia che lo ha fiaccato nel fisico - ma mai nello spirito - si è spento l’altra notte. Nella sua villa di Ospitaletto è stata allestita la camera ardente. E fin dalle prime ore del pomeriggio si è assistito a una processione incessante. I primi ad arrivare gli amici di una vita, i compagni di classe delle elementari e delle medie di quell'uomo che da disegnatore dipendente di una fabbrica che produceva sanitari, riuscì a diventare imprenditore e a farsi strada nel mondo del calcio (partendo dall'Ospitaletto in C1, diventando consigliere del Milan e poi alla guida del Brescia) arrivando a dare del «tu» ai potenti. Un visionario, secondo molti. Uno capace di immaginare Roberto Baggio e Pep Guardiola in una squadra di provincia. Uno che Baggio e Guardiola, in provincia li ha portati davvero. Tra i primi ad arrivare ad Ospitaletto l'ex ct della Nazionale, bresciano anche lui, Cesare Prandelli. «Per me Corioni - ha detto - è stato una persona unica. Per molti era scomodo, per me unico: in un momento molto particolare della mia vita venne a casa mia e facemmo una lunga chiacchierata. Non potrò mai dimenticarlo». E poi Rolando Maran, allenatore del Chievo che dieci anni fa in questi giorni venne esonerato dalla guida del Brescia. Non fu un esonero «normale»: Maran venne esonerato dopo una vittoria per 3-0 sul Pescara, a 11 giornate dalla fine del campionato di serie B e con il Brescia da mesi stabilmente nei playoff. «Perché con Maran ai playoff non vinceremo mai» fu la motivazione di Corioni che chiamò al suo posto Zdenek Zeman. Ai playoff il Brescia non arrivò mai. Particolare fu anche la conferenza stampa con cui Corioni, per tutti «il pres», annunciò il cambio in panchina: a casa sua, mentre affettava coppa e salame per i giornalisti. A rendergli omaggio ieri anche il nuovo ad del Brescia calcio, Rinaldo Sagramola, con Andrea Caracciolo che di Corioni è stato una specie di figlio calcistico. «Siamo certi, per il bene che Gino Corioni ha fatto al Brescia - ha osservato Baggio - per la passione e l'amore uniti a una competenza rara nel calcio, che sicuramente andrà in Paradiso e organizzerà una squadra anche lì».

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