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ciclismo - la rimpatriata

Bruni, Orioli e Peverati: la storia si fa racconto a casa di Baldini

Bruni, Orioli e Peverati: la storia si fa racconto a casa di Baldini

FERRARA. Sport, ovvero amicizia, ricordi e solidarietà... Valori indissolubili e, in passato, pilastri della vita di tre ciclisti ferraresi degli anni ’50: Dino Bruni, Pasquale Orioli e Adriano...

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FERRARA. Sport, ovvero amicizia, ricordi e solidarietà... Valori indissolubili e, in passato, pilastri della vita di tre ciclisti ferraresi degli anni ’50: Dino Bruni, Pasquale Orioli e Adriano Peverati. Amici storici del famosissimo “treno di Forlì” Ercole Baldini. Nei giorni scorsi c’è stata una accattivante reunion proprio a casa di Baldini, durante la quale sono affiorati a più non posso aneddoti e racconti legati al mondo del ciclismo. E ognuno di questi arzilli ottantenni ha avuto accompagnatrici d’eccezione: le figlie Greta, Donatella ed Elisabetta. Per loro, ascoltare e ripercorrere momenti di vita (alcuni sconosciuti) dei propri padri è stata un’esperienza affascinante.

Dino Bruni è nato a Portomaggiore il 13 aprile del ’32, correndo da professionista dal ’56 al 1964. È stato maglia rosa per un giorno, vincendo due tappe del Giro d’Italia e conquistandone tre nel Tour de France. Bruni, cui venivano riconosciute grandi qualità di velocista, ha vinto un argento olimpico a squadre (Helsinki ’52) e un bronzo mondiale (Frascati ’55). Pasquale Orioli (Ferrara, 1 aprile del 1934) ha corso per la prima volta nel ’49 a Serravalle. Campione provinciale debuttanti su strada, successivamente s’è laureato campione italiano inseguimento su pista. Adriano Peverati (nato a Copparo il 30 dicembre del ’30), invece, è stato un dilettante formidabile e ricorda sempre con grande affetto il successo nel Gp Berco di Copparo che all’epoca richiamava al via grandissimi talenti.

L’appuntamento con Baldini è scorso veloce: emozione, semplicità e affetto hanno scandito ogni momento della giornata anche perché i quattro ciclisti non si vedevano da diversi anni. È bastato chiudere gli occhi per avere la sensazione di essere nel bel mezzo di una gara ciclistica. A differenza dei corridori dei giorni nostri non si parlava di cambio, ruote leggere, materiali tecnici ma di strategie, di collaborazione, di fatica vera. E nei presenti ha impressionato la memoria storica di tutti: con una semplicità disarmante ricordavano nel dettaglio avvenimenti degli anni ’50 come fossero accaduti l’altro ieri. L’incontro è stato pure l’occasione per visitare lo splendido museo di Ercole Baldini, realizzato a Villanova di Forlì nel quale sono raccolti tutti i suoi cimeli, gli articoli dei giornali che raccontano delle sue imprese, le numerosissime fotografie ma soprattutto tutte le biciclette originali usate in carriera. E proprio durante la visita di Bruni, Orioli e Peverati, si è aggiunto al museo un altro importante riconoscimento: è stato consegnato materialmente a Baldini il collare d’oro per meriti sportivi, la massima onorificenza dello sport italiano.

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