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Spal, l’ex Togni carico «Siamo in forma vogliamo il risultato»

Spal, l’ex Togni carico «Siamo in forma vogliamo il risultato»

Il regista della Maceratese: viviamo un buon momento «Resto legato a Ferrara. Schiavon ha fatto una bella scelta»

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FERRARA. Non solo Giordano Fioretti (se tornerà tra i convocati dopo la lunga assenza per l’infortunio patito in allenamento prima della gara col Santarcangelo). Domenica la Spal si ritroverà di fronte ad un altro ex, accasatosi in biancorosso nel recente mercato di gennaio.

In seguito alla burrascosa risoluzione contrattuale con l'Avellino, Romulo Togni ha colto al volo la proposta dei marchigiani dopo una stagione in chiaroscuro a Ferrara e quattro mesi da separato in casa con gli irpini.

Romulo Togni, che Maceratese vedremo domenica al "Paolo Mazza"?

«Ci troviamo in un buon momento dopo aver avuto un periodo di calo tra gennaio e febbraio. Abbiamo già raggiunto l'obiettivo stagionale che era la salvezza, ed ora affrontiamo ogni partita con l'obiettivo di raggiungere un risultato positivo».

Come giudica il campionato della Spal?

«I risultati sono quelli che contano, ed al momento dicono che fino ad ora è stato fatto un buon lavoro».

A gennaio si è accasato in biancorosso dopo un periodo non facile con l'Avellino. Poco tempo fa, inoltre, ha dichiarato di aver pensato anche al ritiro...

«Si, con i campani avevo un grosso problema da sistemare, ma alla fine siamo riusciti a trovare un accordo. Mister Bucchi (che già aveva allenato Togni al Pescara in serie A; ndr) mi ha voluto alla Maceratese e questo mi ha fatto molto piacere. Anche per una questione legata all'età ho riflettuto sulla possibilità di prendere un'altra strada dopo quindici anni di carriera professionistica in Italia. Attualmente ho un accordo con i biancorossi fino al termine della stagione, poi si vedrà».

Al termine della carriera vorrebbe rimanere all'interno del mondo del calcio?

«Sicuramente! Sto già lavorando molto perché questo accada. Sinceramente, non riesco ad immaginare il mio futuro senza calcio».

Parlando della sua esperienza ferrarese, è rimasto legato all'ambiente spallino ed alla città?

«Si, c'è un bel rapporto con la dirigenza e con il mister. Credo che tutti abbiano capito come sono fatto. A Ferrara sono stato benissimo e credo sia stata una bellissima esperienza in tutti i sensi».

Cosa non le ha permesso di esprimersi al meglio lo scorso anno?

«Sono stato condizionato da alcuni problemi fisici, anche se a volte quando stavo male non dicevo nulla perché volevo dare una mano alla squadra, soprattutto nel periodo più buio della stagione. Solo chi ha vissuto con me le situazioni dall'interno può capire quello che ho passato. Non ho nulla di cui pentirmi, ed è stato bello vedere che a fine stagione sia un po' cambiata l'idea sulla mia persona, perché le mie intenzioni erano le migliori possibili».

La sua volontà era quella di rimanere alla Spal?

«Non dipendeva da me. Come ho già detto, avevo una situazione molto particolare con l'Avellino, la cui risoluzione richiedeva diverso tempo. E giustamente la Spal aveva dei tempi per fare le proprie scelte».

Lo scorso anno si è parlato molto del suo rapporto con una parte della tifoseria che in alcuni momenti non è stato particolarmente idilliaco...

«C'è stato solamente un episodio in cui alcune persone mi hanno insultato, andando a toccare anche la mia famiglia. Ovviamente il tutto mi ha dato molto fastidio. Sono però consapevole che si è trattato di una minoranza e quindi non è il caso di generalizzare. Credo invece che molta gente mi abbia voluto bene, anche perché avevo un bellissimo rapporto con i ragazzi della scuola calcio».

Domenica ritroverà un suo ex compagno di squadra ed amico, ovvero Eros Schiavon...

«Si, abbiamo giocato insieme sia a Belluno che ad Avellino. Credo che, tornando a Ferrara, abbia fatto una bella scelta. Non ho capito perché l'Avellino si sia comportato in quel modo con lui. Messo nelle condizioni migliori per esprimersi, è un giocatore molto importante».

Andrea Benazzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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