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La Bondi aspetta la capolista

Marco Nagliati
La Bondi aspetta la capolista

Alle 18 al Pala Hilton Pharma arriva Mantova, una big con cui c'è accesa la rivalità. Morea: punto sul cappellaccio, Udanoh la nostra arma in più 

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FERRARA. Alle 18, la palla a due lanciata al cielo, porrà fine alle parole. Si gioca. Bondi Ferrara contro Dinamica Mantova, una gara che sta diventando un derby. Sentita, accesa, d’alta classifica. E per effetto della pausa dettata dalla Coppa, sono due settimane che la si “racconta” questa sfida.

Oggi, al Pala Hilton Pharma, è tempo di passare ai fatti. Ferrara lotta rincorrendo un posto playoff, il 28 febbraio s’è momentaneamente congedata dal campionato facendo debuttare Udanoh e piegando Recanati 82-73 nelle Marche. Mantova è stata finalista di Coppa, ha speso molto. Ma è capolista del girone Est in compagnia e due settimane fa ha saputo battere Verona (60-59) in un match tosto e sfibrante. Significa che sa soffrire e non è appagata. All’andata, con meraviglia assoluta, la Bondi dominò: 103-82.

Paradossalmente, sulla carta, Ferrara adesso è pure meglio di allora. I lombardi avranno anche Ndoja (noie ad un dito), puntano sulla leadership di Di Bella. Hanno Amici, Moraschini e Gergati quali italiani eccellenti. Simms il pivot, Hurtt la guardia. Al palasport 2000 bandierine biancazzurre e atteso un colpo d’occhio super. Sarà show.

 Infinite ed accademiche discussioni: la sfida tra Ferrara e Mantova, in passato, si accendeva più sul fronte culinario che cestistico. Poi, l’ascesa degli Stings, ha aperto anche il fronte sportivo. Da tre anni il faccia a faccia è cresciuto di intensità, il volume s’è alzato. La posta in palio ambita.

Alberto Morea, allenatore, ha vissuto l’esperienza da entrambi i lati. Prima Ferrara, poi Mantova. Quest’anno, ancora Ferrara.

Coach Morea, risolva il duello: meglio il cappellaccio di zucca ferrarese o il tortello mantovano con zucca, mostarda e amaretti? «Tortelli ne ho mangiati pochi. Più che altro andavo forte sul “risotto alla pilota”. Sinceramente non ho dubbi: cappellacci tutta la vita».

L’anima di Cristoforo di Messisbugo, cuoco degli Este, e l’attuale sponsor Bondi saranno contenti. La sfida prosegue. «In effetti tra Ferrara e Mantova ci sono sempre stati contatti: Este, Gonzaga... Ma sarebbe una rincorsa lunga parlare di questo per arrivare al basket. Sul parquet la rivalità è cresciuta negli ultimi anni. L’atmosfera s’è accesa, però è sempre rimasta nei confini della correttezza. Vivere questo tipo di scontri è bello».

Quello odierno vale più per Ferrara. «Chiaro, gara chiave per noi. Siamo concentrati su questo. Ma è altrettanto ovvio che Mantova verrà per giocare in modo concreto, determinato. Sono primi e vorranno dimostrarlo: diciamo che anche questo arricchisce il piatto».

Rispetto all’andata, la Bondi appare di un’altra era geologica. «Mentre Mantova ha gli stessi uomini, avendo però compiuto un evidente processo di crescita. Sanno avere più protagonisti nell’ambito della stessa partita, intercambiabili. A rotazione tutti possono essere decisivi. Sulla carta fatichi a individuare chi cercare di togliere dal match».

La sua squadra, invece, ha punti di riferimento ben definiti. E ora c’è pure Udanoh. «Siamo diversi, vero. Perché differente è stato il percorso di costruzione del gruppo. Su quattro giocatori base abbiamo poi aggiunto altro. Udanoh? Curioso, affidabile. Ha impeto fisico. Un’arma in più». 

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