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CALCIO LEGA PRO

Spal, clamoroso crollo interno

Paolo Negri
Spal, clamoroso crollo interno

Pesante ko 1-4 con la Maceratese. Il vantaggio sul Pisa scende a 4 punti

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FERRARA. Dolore. È quello che provoca alla Spal il ko interno con la Maceratese. Quattro sberloni che fanno male, che giungono nell'occasione meno opportuna, che riducono a 4 i punti di vantaggio sul Pisa secondo, che rischiano di insinuare il dubbio. La Spal paga i propri errori, quelli dell'arbitro e le circostanze. Adesso dovrà avere la forza e la bravura per ripartire. Subito.

Spal con la formazione annunciata: Ceccaroni di rientro dalla squalifica e terzo difensore centrale, Schiavon di nuovo titolare, Grassi mezz'ala in versione casalinga, tandem offensivo 11+9 (gol), cioè i signori Cellini e Finotto. Dall'altra parte la Maceratese annunciata, con il 4-3-3 - di cui dicevamo a metà settimana - per non essere in inferiorità nel mezzo ed al contempo per tentare di tenere bloccati Lazzari e Mora.

Fumogeni in Ovest, scintille in campo. Corre il 9' quando il vellutato sinistro di Grassi scodella per Cellini in area; il centravanti è smaliziato e malizioso nel prendere posizione, inducendo Faisca ad inciampargli addosso e anche ad una via di mezzo tra spinta e trattenuta. Gesto improvvido, da rigore. Che l'arbitro non concede.

Sul ribaltamento, accade di tutto. Prima Branduani è miracoloso sul colpo di testa di D'Anna su punizione da destra; poi, in rapidissima successione, ancora il portiere si supera per dire di no a Kouko, quindi Mora devia in corner su sventola da fuori. Angolo battuto con la solita maestria dall'ex Togni, Buonaiuto salta indisturbato e di testa la colloca nell'angolino alla destra di Branduani: 0-1.

Per la Spal si complica. Perché dopo aver concesso - staticamente - tre conclusioni da rete all'avversario, vede la Maceratese ottimamente disposta in campo, che gioca, che è in vantaggio, che può fare la gara che più le aggrada. La Spal non si trova. E' lenta, non ha spazi e non li crea. Manovra poco fluida, imprecisa. I biancazzurri faticano a riprendersi. Ma hanno orgoglio a dosi industriali. Mettono in campo il cuore, e qualcosa d'altro.

Al 26' Mora tenta l'acrobazia su traversone di Schiavon. È il segnale. La pressione si accentua. Al 28' Mora scodella in area per Lazzari che ruba il tempo a Karkalis il quale entra scomposto e colpisce lo spallino al viso: rigore. I biancazzurri chiedono anche l'espulsione, che ci sta. Dal dischetto Cellini, botta violenta e pareggio. Un attimo dopo Lazzari s'invola a destra e crossa rasoterra, Finotto controlla, si destreggia e viene atterrato con un calcione. Rigore clamoroso, che l'arbitro ignora. Tre penalties, uno accordato. Mah...

Gara nervosa, tensione palpabile. Bisogna mantenere il raziocinio. Al 46' tabelinha tra Finotto e Cellini, la difesa libera; palla al limite e sberla di sinistro di Castagnetti: Forte alza contro la traversa e da lì in corner. La Spal sancisce la propria crescita, contro la miglior squadra vista finora: Maceratese a mille, e perfetta nello stare in campo.

Nella ripresa pallino alla Spal e pressione sulla Maceratese. Ma gara complicatissima. Al 16' gran spunto di Finotto, manca il guizzo finale. Secchiata di acqua artica al 21' quando Foglia esplode il destro dalla distanza: gran tiro, traiettoria forse leggibile ma Branduani comunque non ci arriva. Morale: 1-2. Ahi, ahi, ahi... Anche perché al 24' Cellini da un passo, su goffa respinta di Forte su botta di Castagnetti, centra il portiere a terra. La Spal accusa. Entra Zigoni per Finotto. Al 35' Di Quinzio rileva Giani: si passa al 4-3-1-2, con Grassi trequartista. Però cala il sipario quando al 38' il filtrante di Foglia pesca Kouko tutto solo e non in fuorigioco: controllo e comodo tocco in rete. La gente abbandona la tribuna. E non vede il quarto gol ospite.

Crollo clamoroso. Nell'occasione più importante. La Spal dovrà soprattutto lavare le scorie che un simile ko può lasciare.

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