L’ex Ndoja: «Qui anche con un dito rotto»
L’italo-albanese ha parole d’affetto per tifosi e città: venire da voi e non giocare sarebbe stato brutto
FERRARA. Gioca, non gioca… . Alla fine Klaudio Ndoja ha giocato e ha fatto male terribilmente alla Bondi. «È stato piacevole ritornare in un posto per me speciale – dice l’ala della Dinamica -, grazie per l’accoglienza emozionante. Non è facile trovare dei posti come Ferrara, complimenti a voi. Era una gara importante, sotto di 25, vincere di 9 non so quante altre volte potrà capitarci: sono contento, era un periodo che non facevo canestro, dovevo venire a Ferrara per farlo. Dobbiamo restare al primo posto e il modo come è maturata la vittoria è bello. Quando si hanno delle reazioni così è piacevole e ti dà carica. Ferrara, quando gioca, ci mette clamorosamente in difficoltà. Dopo di che è scattato qualcosa e abbiamo reso il favore: pareva che noi fossimo Ferrara e loro noi, devo ammettere che non so che cosa è capitato, abbiamo fatto un pazzesco secondo tempo, come forse mai ci era capitato. Contento, forse motivi tecnici non ce ne sono: ci abbiamo messo orgoglio - dice ancora l’ex Ferrara - e il fatto che non volevamo fare una figura come quella dei primi 20’. La mia prova? Dovrei restare fermo un mese per il dito rotto, ci tenevo a giocare a Ferrara – ha chiuso il capitano della Dinamica -, venire qua e non giocare sarebbe stato brutto per la gente di Ferrara che mi ha seguito sempre». Diciassette punti, 6 rimbalzi e 3 assist: gara da campione per l’italo-albanese.
Lorenzo Montanari
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