La zampata del leone E la Bondi crolla
Ferrara domina per 20’, poi Ndoja trascina i suoi al successo
FERRARA. All’inizio è vulcano, questa Bondi. Mette un abisso di energia tra sé e Mantova: ti domandi come sia possibile che la capolista lombarda sia spazzata via senza opporre resistenza al cospetto di tanto splendore estense. Quasi quasi pensi che Ferrara sia diventata una squadra solida, possente. Sicura di sè. Va sopra di 25 punti (37-12 al 15’) e gioca con una personalità che sembra di essere a Golden State, godendosi i Warriors. Dominio debordante a rimbalzo con i “zompi” di Udanoh e Rush spettacolari, oltre che concreti. Transizione chirurgica, che stordisce gli ospiti. Difesa sufficientemente intensa: la Dinamica spara a salve (1/14 da tre) e forza individualmente. L’ex Amici sbrocca subito, uscendo dal match (pugno al costato non visto su Brkic). Beh, una delizia: Udanoh in area è satanasso, Brkic dà ottime spallate. Alley oop, assist, penetrazioni irresistibili. Al 10’ la Bondi è avanti 22-9. L’ondata estense dura altri 10’ scintillanti minuti. Mantova non segna mai, i ferraresi volano leggeri. C’è solo il vecchio leone Ndoja (che ha il legamento di un dito della mano rotto) che stringe due volte i denti e prova a scuotere i suoi. Comunque, all’intervallo la Bondi è leader 44-25 e il Pala Hilton Pharma tutto un canto.
E si crede che sì, questa Bondi è matura per puntare fino in fondo ai playoff. Invece non ha la pellaccia di chi vive per davvero nella giungla. Dopo l’intervallo, i padroni di casa perdono l’onda emotiva del match. Amici fa trash talking con chiunque gli capiti a tiro. Lui passa dagli applausi ai fischi, intanto Soloperto è il più lesto a cadere nella trappola e dopo un tecnico, al 32’ verrà espulso. Ma ciò che è incide è altro. Mantova diventa tosta in retroguardia, più ardimentosa a rimbalzo. Toglie così la transizione a Ferrara, permettendosi di blindare l’area dove la Bondi non trova più un cent. Lentissimo e sempre raddoppiato Brkic, mentre Udanoh non ne azzecca più una. E quando Amici prende in consegna Rush, togliendogli quel mezzo metro di spazio per la partenza, anche Erik non ha più modo di essere.
In 5’ il parziale è di 2-10, perché adesso la Dinamica da fuori ci prende. Gergati fa 8 punti, Ndoja non spreca. La capolista di Martelossi segna, prende rimbalzi: ora può anche schierare la difesa togliendo velocità ai biancazzurri. Collassa in area. Ferrara non trova una sola vera contromisura. Palleggia per vie esterne cercando varchi che non si palesano, qualche volta la palla va sotto ma spalle a canestro non ne esce granché. Iniziative individuali tengono in piedi Morea: Guarino (da due per tamponare, da tre per dare fiducia), Losi con due triple assurde da centrocampo (59-48 al 30’). Ma si capisce che il duello ha un’altra faccia. Un altro padrone. La Bondi lascia colpevolmente troppo spazio ai tiratori mantovani che dall’angolo bombardano con faccia spavalda. Ma possibile che Ferrara non possa essere più aggressiva? Possibile che non ci sia modo di uscire da un attacco monocorde e ben letto da Mantova? Al 33’ la Dinamica pareggia (60-60), sorpassa. Allunga: 60-68. Con 6 triple di fila. In 5’ per la Bondi 1 punto solo. Due triple di Bucci danno speranza di miracolo: 68-70 (37)’. Invece Udanoh fa 0/2 ai liberi; Losi in contropiede tre contro uno non passa sotto per il comodo appoggio, bensì tira da tre e sbaglia; un jump di Bucci entra/esce. Amici cancella Rush in entrata. Vabbè... Ndoja è fantastico, la leadership di Di Bella blinda il vantaggio. E Amici chiude con 2 triple devastanti. Nel 3º e 4º quarto, Ferrara segna 24 miseri punti (15+9). Ne busca 52. Un crollo. E i playoff se ne vanno.
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