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La classifica parla chiaro Spal prima a +4 sul Pisa

di Paolo Negri
La classifica parla chiaro Spal prima a +4 sul Pisa

Battute, compiacimento, sentenze: parte della città ritiene perso il campionato Invece sono i biancazzurri ad avere più che mai in mano il proprio destino

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FERRARA. Questa strana città, che ama godere delle proprie sconfitte più di quanto sappia gioire per le proprie vittorie, ieri mattina si è svegliata con l’elaborazione del convincimento - maturato già a metà pomeriggio di domenica - che tutto è già perso. Se prima ne aveva il sospetto, fors’anche la voglia, all’alba del giorno dopo il ko interno della Spal contro la Maceratese ne ha esibito la certezza.

Messaggi, telefonate, frasi sferzanti. Nulla ci è stato risparmiato. «Abbiamo preso quattro pesche eh?». Si è fatto sentire anche chi pareva scomparso nella memoria della reciproca conoscenza, e non dava cenno alcuno dopo un campionato tutto in testa, dopo vittorie esterne, dopo 9 punti di vantaggio, dopo 13 risultati utili di fila.

Sì, è vero. La Spal ha preso le famose quattro pesche. Durissime da digerire. Ma, insistiamo, più per l’apparenza che per la sostanza: l’1-4 colpisce, l’1-2 avrebbe suscitato meno clamore. E non si va a vedere come e quando sono maturati i gol al passivo. Come, quando e perchè non è arrivato il gol del vantaggio. In quali circostanze non si è trovato il subitaneo pareggio che avrebbe chiuso la contesa: 2-2 e tutti a casa, un punto prezioso in cassaforte.

La Spal non ha giocato bene, contro la Maceratese. Ha incontrato molti problemi. Si è trovata opposta ad un avversario iper carico, e solido, e qualitativo. Si è forse ingarbugliata in alcuni equivoci tattici e/o di formazione che bisognerà pur risolvere. Ma ha anche pagato dazio ad una buona dose di sfortuna o di episodi, non solo ai propri pur innegabili, pur evidenti, errori.

Detto ciò, se la memoria e la vista ci assistono ancora, ricordiamo e vediamo che la classifica recita chiarissima: Spal punti 55, Pisa punti 51. Spal prima, Pisa secondo. Spal avanti con 4 punti di vantaggio. E allora, una domanda: cos’è che sarebbe (già) perso?

Ancora: è la Spal che deve preoccuparsi? O, al contrario, è il Pisa che non può concedersi passi falsi, che ha un margine di errore inferiore rispetto a quello dei biancazzurri?

La Spal deve riflettere, analizzare. Deve essere sì consapevole del fatto che le dinamiche possono cambiare in fretta, che il dubbio non è una forza bensì il peggiore dei nemici. E scacciarlo, il dubbio. Deve restare compatta, serena, fiduciosa. Deve contare su se stessa e su quella parte di città - di tifoseria - che raccoglie le sfide, che guarda avanti indomita, che crede nel futuro. L’altra parte rappresenta il peggio, nello sport e nella vita, di una Ferrara accartocciata sul triste eppur veritiero cliché dell’eterna dormiente. Della perdente felice di esserlo.

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