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La Bondi si arrende sogno playoff finito

La Bondi si arrende sogno playoff finito

Non riesce la rimonta dopo il parziale-no, Anderson castiga

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BO. Nell’anno della promozione in serie A Ferrara vinse contro Imola una partita decisiva nel suo cammino verso la massima serie. Otto anni dopo Imola torna a essere un crocevia importante della stagione di Ferrara. Peccato che questa volta contro l’Andrea Costa la Bondi veda svanire il sogno di conquistare i play off. A fine campionato mancano appena quattro partite e il primo posto utile per accedere alla griglia della post season è ormai troppo lontano. Le sei vittorie nelle undici partite del girone di ritorno non bastano a tenere vive la speranze. Le sconfitte di ieri a Imola, ma anche quelle con Mantova e Trieste hanno tolto fiato nella rincorsa che Ferrara ha provato di fare ed ora ogni sforzo sarà inutile. Il treno per i play off è partito e la Bondi non è riuscita a salirci.

Ma del resto si era visto già in altre occasioni che la spinta propulsiva che la Bondi aveva espresso nella vittoria di Fabriano contro Recanati, ma anche di Jesi, Treviglio e Legnano, così come contro Verona e Chieti, si era esaurita. Quando la posta in palio è divenuta più alta, e la stagione è entrata nel vivo, Ferrara ha dovuto chinare il capo. Un po’ per mancanza di tenuta sui quaranta minuti, un po’ per la maggiore fisicità degli avversari, e a tratti per l’incapacità di nascondere i propri limiti di fronte ad avversari evidentemente più forti, Ferrara ha alzato troppe volte bandiera bianca. Così è accaduto ieri contro Imola che ha fatto valere, prima di tutto, la propria capacità di giocare assieme, unita e compatta.

Nella partita più importante della stagione la Bondi non ha mai dato l’impressione di avere la capacità di essere protagonista, di giocare al livello di una squadra come Imola che occupa con merito le prime posizioni della classifica. Sempre a rincorrere, dopo il solito, brutto terzo quarto, Ferrara ha provato a giocare il tutto per tutto nel finale. Ma il tentativo di ‘furto’ non è andato a buon fine. I romagnoli avevano abbassato la guardia, Ferrara non ne ha approfittato. Il colpo di reni c’è stato. Ma non abbastanza forte per ribaltare l’andamento di una gara che Imola ha continuato a tenere saldamente in mano. Anche quando la Bondi, dopo il -11 del 29’ (54-48) era arrivata sino al 63-62 del 35’ con la tripla di Guarino. Una serie infinita di palle perse, gli errori al tiro uniti alla capacità dei padroni di casa di trovare canestri difficili, oltre che la precisione ai liberi, hanno sostanzialmente condannato la Bondi. Nonostante la grande energia di Udanoh e Rush (suo il 69-66 a 1’22” dalla sirena) o la tripla della disperazione di Brkic a 15” dalla fine. A punire Ferrara è stata la cattiva difesa su Anderson che nel finale non ha mai sbagliato, dopo l’azione da tre punti di Amoni che regalato il +6 a Imola nell’ultimo minuto.

Ferrara ci ha provato, senza dubbio, ma ancora una volta sono balzati agli occhi i limiti di una squadra troppo altalenante, in attacco ma soprattutto in difesa. Incapace di segnare nel primo quarto (28% dal campo) e di difendere nel terzo. Ma soprattutto di trovare continuità di rendimento e di essere cinica nei momenti decisivi. Insomma, di essere squadra. Almeno tanto quanto Imola, che con il collettivo ha forse nascosto i propri limiti, cosa che non ha fatto la Bondi. Del resto questo è il segno di una stagione nata tra alti e bassi e che ora vede venire a galla anche limiti dovuti a stanchezza e poca lucidità.

Mauro Cavina

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