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Lotta fra la vita e la morte dopo la corsa con gli amici

di Sergio Armanino
Lotta fra la vita e la morte dopo la corsa con gli amici

Studentessa di 21 anni si accascia sul traguardo e non riprende conoscenza

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FERRARA. Lotta per la vita, sedata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Sant’Anna a Cona, la ragazza di 21 anni, maceratese, studentessa fuori sede alla facoltà di Architettura di Unife, che si è accasciata al suolo dopo aver tagliato il traguardo della “non competitiva”, la corsa amatoriale proposta in concomitanza con la Ferrara Marathon & Half Marathon. La giovanissima è stata immediatamente soccorsa, i sanitari hanno iniziato a rianimarla, intubandola sul posto, prima di spostarla all’interno del tendone della Croce Rossa, allestito a pochi metri dal traguardo, di fianco alla statua del Savonarola. Le operazioni di rianimazione sono andate avanti incessantemente per oltre un’ora, prima che si potesse caricare la ragazza sull’ambulanza e trasferirla all’ospedale, continuando a praticarle il massaggio cardiaco: al pronto soccorso è comunque arrivata in codice 3, il più grave. Proprio un improvviso arresto del battito del cuore avrebbe colpito la giovane studentessa, che, stando ai primi accertamenti e alle notizie trapelate qualche ora dopo il suo ricovero in ospedale, sarebbe affetta da una malformazione cardiaca congenita di cui nessuno, prima del dramma di ieri mattina, si sarebbe mai accorto. Le sue condizioni permangono gravissime, naturalmente la prognosi non è stata sciolta, ma, a distanza di qualche ora dalla fase acuta, le speranze di salvarle la vita stavano crescendo.

In pochi, ieri mattina, si sono accorti del dramma che si stava consumando, nonostante i primi soccorsi siano avvenuti nell’area del traguardo. Terrorizzati e in lacrime gli amici della ragazza, con i quali aveva condiviso la “Family Run”, camminata ludico-motoria (com’è definita dagli stessi organizzatori della Corriferrara) di 6,5 chilometri: hanno raccontato che la sera prima, sabato, avevano cenato assieme, una pizza e una birra, per poi andare a letto relativamente presto e ritrovarsi alla partenza. Anche lungo il tragitto tutto era filato liscio, senza forzature nei ritmi di corsa, affrontata come una sgambata, con l’arrivo dopo un’oretta.

In lacrime e altrettanto terrorizzato Massimo Corà, il presidente della Corriferrara: «Lavori tutto un anno per organizzare una giornata di festa e poi...», ma è evidente che davanti agli occhi gli sta passando il triste destino che ha colpito suo padre Massimo, morto improvvisamente nell’agosto di due anni fa mentre stava per terminare il suo consueto giro di jogging: per lui i soccorsi non poterono arrivare.

E non trattiene le lacrime neppure Fausto Molinari, oggi dirigente dell’assessorato allo sport, ma soprattutto ex maratoneta, sportivo a tutto tondo e persona sensibile, profondamente scosso, lì, appoggiato al monumento del Savonarola, a ragionare su cosa fosse potuto capitare a quella ragazza così giovane e quale sorte il destino le stava riservando. Si ragiona di permessi, di visite mediche, di controlli: ma per una “non competitiva” non è necessario presentarsi con il certificato medico e poi, almeno per certe patologie, la visita medico-sportiva serve a poco o a nulla. Nel dramma, almeno, l’arresto cardiaco ha colpito la ragazza sul traguardo, a pochi metri dal punto di primo soccorso, così che i sanitari hanno potuto strapparla alla morte, praticandole, fra l’altro, il massaggio cardiaco e intubandola, per garantirne la respirazione: in questi casi, la tempestività dei soccorsi può essere decisiva, sia per la salvezza del paziente, sia per evitargli conseguenze permanenti. Tuttavia, un’ora e mezza di rianimazione, prima di riuscire a stabilizzare la ragazza e poterla caricare in ambulanza per il trasporto in ospedale, è lunga e si temono danni neuroligici.

Intanto, gli amici della studentessa hanno avvertito i genitori della ragazza, che sono immediatamente partiti da Macerata e hanno raggiunto la loro ragazza all’ospedale di Cona, dove una pattuglia della Municipale aveva accompagnato anche gli amici della giovane. Immediato anche l’interessamento della Questura cittadina, anche per dare accoglienza a quei genitori tanto in apprensione, come dell’assessore Merli, che si è prodigato per alloggiarli in città. Adesso tutti sperano che la giovane possa riprendersi, ma la situazione rimane molto critica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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