«La maratona e la città adesso sono più unite»
Massimo Corà: i numeri sono da record e la collaborazione è cresciuta
FERRARA. «Ringrazio tutti per gli attestati di stima e la vicinanza che mi avete dimostrato in un momento complicato e difficile. Ero pronto per salutarvi e abbracciarvi all’arrivo come meritavate atleti e volontari, ma un fatto molto più importante e purtroppo drammatico lo ha impedito. Mi scuso se non sono riuscito a reggere psicologicamente, come magari il mio ruolo prevedeva in tale situazione. Scusate se non rispondo a commenti e messaggi, ma tutti i miei pensieri e il mio cuore ora sono con Sara...».
Ieri mattina Massimo Corà, presidente della Corriferrarara, che organizza la Ferrara Marathon & Half Marathon, postava questo scritto sul suo profilo Facebook. Ieri pomeriggio, col cuore in apprensione e prima che arrivasse la tragica notizia della morte di Sara (vedi servizi in cronaca), ha accettato di trarre il bilancio della manifestazione svolta domenica.
Corà, un successo annunciato dalle iscrizioni...
«Provo a fare un bilancio, ma quello che è successo mi ha devastato. La manifestazione sarebbe stata un grandissimo successo sotto tutti i punti di vista, i numeri parlano da soli. Poi, tutti i commenti super positivi, l’accoglienza della città, che è diventata più amica della manifestazione, l’organizzazione quasi perfetta, perché i ragazzi hanno lavorato alla grande. Dal punto di vista tecnico, una “mezza” eccezionale, ma anche la maratona è andata bene».
Prim’ancora, sabato, la Kid’s Run ha fatto il pieno...
«È partita l’anno scorso come una sfida, in cui abbiamo investito tempo e denaro, per avvicinare in bambini al mondo dello sport: qualche sponsor ci è venuto incontro. Eravamo partiti con 100 bambini, fino a 200 ci si sta in piazza Trento Trieste, ma non di più: abbiamo dovuto rifiutare un centinaio d’iscrizioni e questo senza promuoverla nelle scuole. L’anno prossimo troveremo un altro contesto per accettare tutti. Spostarla dalla piazza dispiacerebbe, andrebbe fuori contesto, perà piazza Ariostea o il parco urbano potrebbero essere soluzioni alternative. Sono idee: se i numeri aumentano, crescono anche i costi, bisogna vedere se riusciamo ad affrontarli».
Sono bambini ferraresi o vengono da fuori?
«Circa il 40% da fuori e il resto da Ferrara».
Dunque, sta prendendo piede l’idea del weekend a Ferrara per famiglie.
«Sì, ed è lo spirito che deve avere la nostra manifestazione. Sembra di essere una grande famiglia, questa è una cosa molto bella e deve continuare, tutti si devono sentire partecipi. Il mondo dello sport è importante e dev’essere un veicolo turistico: offrire servizi alle famiglie è fondamentale».
La vicinanza della città come si è concretizzata?
«È un insieme di cose. L’amministrazione comunale meglio di così è impossibile che faccia, Simone Merli (l’assessore allo sport, ndr)e gli uffici comunali hanno dato il meglio, senza di loro non si potrebbe fare. Tutte le attività collaterali, poi, aiutano. Se ci sono 200 bimbi in piazza, quasi la metà sono di famiglie che vengono da fuori. Cresce tanto anche la Family Run ed è importante: se il cittadino è in piazza, è sulle Mura, vuol dire che non è in macchina a incontrare le difficoltà del traffico. Poi gli esercenti: ci sono stati accordi, tutti possono aiutare con piccoli contributi, piccoli premi. Bisogna porsi in modo diverso, è facile dire che la città non capisce, bisogna ribaltare il concetto e noi farci capire dalla città».
Dunque, l’obiettivo non è arrivare ad avere una “top marathon”.
«Avere o no i top runner è esclusivamente una questione economica: se li paghi, vanno anche in un paesino di 300 abitanti. Alla mezza maratona vengono comunque, prendono il montepremi. I soldi che abbiamo da spendere li investiamo nei servizi per tutti. Se in futuro ci sarà la possibilità di crescere anche per la maratona, ben venga».
Gira voce di una cena per i volontari il primo di aprile: sarà mica un “pesce”?
«No, non è uno scherzo. È il nostro modo per dire grazie. Solo di volontari, protezione civile e forze dell’ordine sono 400 persone le persone impegnate il giorno della maratona; circa metà sono del nostro gruppo sportivo o di altri gruppi che ci danno una mano. È un paio d’anni che proponiamo questo appuntamento ed è un modo bello per ripagarli del loro servizio. Speriamo di poterla fare in un clima di festa anche quest’anno...».
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