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Morata sollecita la Juve «Io resterei bianconero»

Morata sollecita la Juve «Io resterei bianconero»

L’attaccante spagnolo: «A Torino sto bene, vorrei sapere dove comprare casa» Il dg Marotta: «Il diritto di “recompra” del Real Madrid è una spada di Damocle»

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TORINO. Juventus o Real, Torino o Madrid. Alvaro Morata chiede certezze sul suo futuro, a metà tra i due club.

«Alla Juventus sto bene, ma non so dove comprare casa e vorrei che questa situazione, ‘recompra’ o non ‘recompra’, si chiarisse...», è il desiderio espresso dall'attaccante spagnolo, in questi giorni impegnato con la sua nazionale, in una intervista a Cadena Cope.

«Noi vogliamo che resti - è la risposta a distanza del direttore generale bianconero, Beppe Marotta - però il diritto di ‘recompra’ è una spada di Damocle e ne dovremo parlare con i dirigenti spagnoli...». In piena corsa per lo scudetto - «speriamo di fare la volpe fino alla fine» - e la Coppa Italia, per la Juventus che ha inaugurato proprio ieri un centro medico all'avanguardia all'interno del suo stadio è già tempo di programmare il futuro. E il destino di Morata, soprattutto dopo le ultime prestazioni fornite in Champions League e in campionato, è senza dubbio una priorità per il club bianconero. «Parlo con Butragueño spesso, lui viene sempre ai raduni della nazionale e ha un ruolo centrale al Real Madrid. Vengo dalla cantera madridista, ricevere i suoi complimenti quando segno un gol è un orgoglio», rivela l'attaccante, diviso tra il richiamo della cantera madridista dove è cresciuto e il fascino di giocare nella Juventus, «uno dei club - dice - più forti de mondo».

A mettere ordine nelle preferenze dello spagnolo ci prova allora Marotta. «La nostra è stata una scelta mirata - osserva -. Abbiamo puntato su una giovane promessa che è diventata una realtà e siamo orgogliosi e fieri di averlo. Con il Real Madrid, che non è una società sprovveduta, avvieremo un dialogo quanto prima per arrivare, se possibile, a tenerlo con noi». Dalla prossima settimana, del resto, ogni momento è buono per sedersi attorno a un tavolo con mister Allegri, con cui c'è anche in ballo il rinnovo del contratto, e iniziare a disegnare la Juve del futuro. «Il progetto del presidente Agnelli, che lo scorso anno ha portato una decina di nuovi giocatori - ricorda Marotta - è stato importante e coraggioso. Non aspettiamoci un mercato estivo così ricco ma è chiaro che sapremo cogliere le opportunità per rafforzare una rosa che è già di grande qualità».

Del progetto fa parte, come è inevitabile, anche Pogba, «giocatore legato da un contratto lungo - dice Marotta - che ha manifestato l'intenzione di rimanere con noi e ha voluto una maglia importante da onorare fino in fondo. Ci sono tutti i presupposti per continuare insieme».

Sullo sfondo restano le polemiche per gli errori arbitrarli, che hanno visto la Juventus ‘vittima’ in Champions contro il Bayern e ‘carnefice’ nel derby contro il Torino. «La Champions League è un torneo in cui un episodio ti può far eliminare, come è successo contro il Bayern, e in quel caso l'errore è determinante; in un campionato i valori alla fine vengono sempre fuori al di là degli errori, umani, degli arbitri - taglia corto Marotta -. Del resto la Juventus - conclude - ha sempre generato sentimenti di invidia...».

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