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«Miha, vinci la Coppa e puoi restare»

«Miha, vinci la Coppa e puoi restare»

Berlusconi non esclude la conferma del mister se il Milan batterà la Juve in finale

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MILANO. «Non è solo colpa di Mihajlovic. Se vince la Coppa Italia, meriterebbe di restare al Milan». Silvio Berlusconi concede un'apertura di credito al suo allenatore, da mesi in bilico. Il presidente rossonero ribadisce che il gioco non va, ma il serbo non è «assolutamente» l'unico responsabile. «Su Mihajlovic mi astengo da ogni giudizio - ha dichiarato -. Mi sono lamentato di vedere in campo un Milan che non mi è piaciuto: non so quanto questo sia da attribuire all'allenatore, alla squadra o alla società». Il messaggio non è un endorsement convinto, come quelli espressi a Mihajlovic dai calciatori: il suo futuro resta in bilico. La novità è che Berlusconi chiama in causa anche la squadra e l'ad Galliani. Dietro una critica al mercato estivo, si può leggere il riconoscimento della necessità di affiancare al dirigente un ds. Da giorni si parla di contatti con Walter Sabatini, in procinto di lasciare la Roma.

Con Mihajlovic il rapporto personale non è mai decollato, a parte una rapida dichiarazione di fiducia a gennaio («Dobbiamo andare avanti e mettercela tutta col Milan che abbiamo»), dal presidente sono arrivate considerazioni laconiche e battute poco incoraggianti per il futuro del serbo, legato al Milan da un altro anno e finito nel mirino della Lazio per il dopo Pioli. A sentire Berlusconi, tutto dipenderà dalla finale con la Juve del 21 maggio. Di Francesco resta il principale candidato (davanti a Brocchi, Montella e Donadoni), mentre non ci sono chance per il ritorno di Ibrahimovic e all'ingaggio di Totti, suggestione legata ai buoni rapporti del n. 10 con Sabatini e Di Francesco. «È impossibile per entrambi: per Totti perché le bandiere non si comprano, per Ibrahimovic perché riceverà delle offerte impossibili da eguagliare» ha chiarito l'ex Cavaliere, spiegando che il capitano giallorosso «deve finire la sua carriera alla Roma» e augurandosi che si trovi «un accordo per avere Totti dirigente della Roma».

Il presidente rossonero ha parlato anche di un tema caro alla figlia Barbara. «Credo che le società di calcio debbano avere un proprio stadio, con varie attività che attirano i tifosi sette giorni su sette - ha notato Berlusconi, che in estate ha stoppato il progetto del Portello preferendo restare a San Siro -. Lo penso in particolare per Roma e Napoli, dove non riesco a godermi la partita vista la distanza che c'è fra le tribune e il campo. Servirebbe uno stadio apposta per il calcio».

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