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Bondi e Tramec, una ripresa a mille

di Marco Nagliati
Bondi e Tramec, una ripresa a mille

Big match dopo la pausa. I biancazzurri aspettano gli Sharks per il miracolo playoff, biancorossi a Cecina per il 3º posto

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FERRARA. La storia diventa leggenda: Ferrara versus Roseto. Chi c’era rivive come fossero calde emozioni di oggi, le nuove generazioni ascoltano e si costruiscono il film. Maggio 1983, le due settimane che squassarono emotivamente due città. A quattro giorni dal match Bondi-Roseto, ecco cosa accadde e perché ogni volta che gli abruzzesi salgono in terra d’Este le farfalle si muovono nello stomaco.

I dieci esordienti

È la prima stagione in A2 della Mangiaebevi. Ricorda coach Calamai: «Eravamo dieci esordienti, me compreso». Per i biancoverdi l’obiettivo è la salvezza e per quasi tutta la stagione è duello con la Cover Jeans Roseto. La Farrow’s Firenze abbandona in fretta la lotta. A due turni dalla fine, estensi a +4 sui rosetani. La Mangiaebevi perde a Udine (100-91), la Cover batte Bergamo capolista (97-88). Ultima di stagione regolare ed è un clamoroso Ferrara-Roseto. Inizia la storia. Una settimana di passione. Tensione. Palpitazioni. Palasport esaurito. Botteghini chiusi da giorni. Mezza Roseto si riversa a Ferrara. E la Cover Jeans passa 81-70 con 31 punti di Pondexter. Palasport ammutolito e Mangiabevi non pervenuta. «Sbagliai io in settimana - svelerà Calamai -: feci una testa così ai giocatori, provammo di tutto. Anche difese e soluzioni mai abozzate. Un errore fatale».

Eppure saranno mille

In classifica biancoverdi e biancoblù sono pari: quota 20. Spareggio. In programma la settimana dopo (20 maggio ’83). Ferrara era la vittima designata. Nessuna speranza, vista la dote bruciata e la prestazione disastrosa della domenica precedente. «Mi guardai bene dal commettere gli errori fatti - sussurra Calamai -; purificai l’anima e le menti dei ragazzi, spazzando via tutte le paure». Ci credono in mille. Sì, mille tifosi ferraresi che scendono a Livorno con paura e batticuore; orgoglio e ugola. I rosetani sono tremila. Eppure... “Bimbo” Monari inizia ad insaccare e finirà con 26 (contro i 0 di sette giorni prima), Charles Jordan darà il meglio dopo un’annata contraddittoria (24). Ebeling, un angelo biondo duro e cattivo: 26. E Albertazzi ne firmerà 15. I tremila rosetani sempre più silenti, i mille ferraresi un oceano. La Mangiaebevi si imporrà 96-84. Salva. E leggendaria. Superbasket strillerà a tutta pagina: “Monari duca d’Este!”

Tempi moderni

Per un po’non ci saranno altri faccia a faccia. Roseto vivrà al ribasso: serie C1 nel 1993 e ripescaggio in B1 nel ’97. Parallelamente, Ferrara gusterà i primi aurei periodi dell’éra Scopa con ritorno in A2 e doppia salvezza. Nel ’97/98 a Roseto sale sul palco il profeta in patria: Tony Trullo. Ha Coppo e Busca, sale in A mentre in terra d’Este si mastica la Semper di Lauriola: progettualità da grattacielo, fondamenta fragili. Svapora la Semper, nasce il Club. Nel 2006 fallisce Roseto, mentre a Ferrara si veste da gran gala pasteggiando al tavolo degli dei: Serie A. Poi sarà tracollo: il Club vende il titolo, in Abruzzo la rinascita è schiacciata da altri fallimenti. Nel 2011 nasce la Pallacanestro Ferrara di Bulgarelli, in Abruzzo ecco gli Sharks in serie C. Davanti a 2500 persone spareggio perso con Pescara, ma ripescaggio in Dnb. Davanti a 4500 tifosi spareggio perso con Bari, ma ripescaggio in Dna Silver. Torna Trullo e bastona sempre Ferrara. Passa al palasport e fa esonerare Furlani; batte Martelossi. Quest’anno stende Morea. Non sfide da leggenda. Epperò fastidiose sculacciate.

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