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Cioni, un’aquila che vola in azzurro

Cioni, un’aquila che vola in azzurro

Football. Il ferrarese nella Nazionale Under 19. Edoardo: «Una vera opportunità»

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FERRARA. Sabato 26 marzo il Blue Team U19 (la nazionale italiana di categoria) è stato impegnato in un'amichevole contro una selezione statunitense di pari età. Dei giovani delle Aquile l'unico (a seguito dell'infortunio di Marco Marcello) che figura tra i convocati è Edoardo Cioni, autore di un'ottima stagione tra le fila della giovanile ferrarese, di cui è capitano e leader della difesa (schierato come middle linebacker).

Cioni, come ha scoperto il football americano?

«Grazie a mio fratello. Un giorno mi disse che c'era la possibilità di provare il football, di cui non sapevo nulla. Così andammo a Molinella a informarci, ma quando arrivammo al campo un ragazzo ci disse che era stata sciolta la squadra… Il giorno seguente, seguendo le indicazioni ricevute, ci recammo alla Città del Ragazzo dove si allenavano le Aquile; lì il coach Brunetti e un giocatore che poi diventò il mio punto di riferimento e a cui devo molto, Francesco Sicignano, ci accolsero subito bene e da quel momento mi innamorai di questo sport. Ora non riesco più a farne a meno».

Ha incontrato difficoltà a integrarsi in un gruppo di persone con diversi anni in più di lei?

«All'inizio, essendo introverso, trovai alcune difficoltà, ma già dopo poche settimane mi accolsero come uno di loro».

Quali sono gli aspetti che ama di più di questo sport?

«Il rispetto verso tutti quanti, che siano compagni di squadra o avversari. La fratellanza all'interno della squadra è qualcosa di unico: ci si protegge a vicenda fino alla fine. E poi l'adrenalina che scorre a ogni partita, facendoti provare un'emozione unica».

Che cosa rappresenta la Nazionale?

«L'opportunità di migliorare fisicamente e tecnicamente, la possibilità di conoscere persone diverse provenienti da tutta Italia e di potersi confrontare con ragazzi di altre nazioni da cui potrò imparare molto».

I suoi obiettivi personali in questa stagione 2016?

«Ho l'obiettivo di scendere in campo quando la squadra ne avrà bisogno e riterrà che sono in grado di poter dare un contributo. Inoltre voglio migliorare per essere in grado di sostenere un campionato di primo livello come l'IFL».

Il football rientra nei suoi piani per il futuro?

«Rientra eccome. Direi che rimarrò in Italia, ma se si presentasse l'occasione di fare esperienze all'estero, l'accoglierei a braccia aperte».

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