Spal, esodo da storia, oltre mille tifosi a Pisa
Domenica record di supporters in trasferta per il match della stagione
FERRARA. «Tutti a Pisa alè... tutti a Pisa alè...»
È da giovedì scorso che sale alto l’urlo dei tifosi spallini. Non un semplice proclama. Detto e fatto: domenica all’Arena Garibaldi i biancazzurri potranno contare su un grandissimo numero di sostenitori. Come noto, i 1.000 biglietti messi a disposizione della Spal sono già stati esauriti. Adesso, ne parliamo a parte, si attende un secondo contingente, se ci sarà. In un caso come in un altro, a tifare per la squadra di mister Semplici ci saranno oltre 1.000 supporters. Tutta Ferrara si sta mobilitando, anche chi rimarrà in città. Il popolo è ad un passo dal sogno, vuole coronarlo, vuole esserci. Il profumo della serie B è inebriante, anche se - è sempre bene sottolinearlo - guai fare festa prima del dovuto. Ma perchè frenare questo sano entusiasmo? Dopo decenni di tristezze calcistiche assortite, finalmente una gioia che si avvicina.
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Da tempo, da tanto tempo, non si respirava un entusiasmo del genere. E non si viveva questa febbrile attesa per una trasferta. Da quanto non si annunciava un esodo così massiccio? Certo, la tifoseria spallina è sempre stata innamorata e appassionata, si sapeva, si capiva, si intuiva che sarebbe bastata una scintilla per ravvivare il fuoco che covava sotto la cenere. E questa scintilla è stata rappresentata dall’avvento della famiglia Colombarini e del presidente Mattioli. Tutto parte da lì, estate 2013. Fino ad arrivare a questi giorni, alla vigilia di Pisa.
La città toscana si tingerà di biancazzurro. Gli esodi biblici restano inarrivabili. Inimmaginabili. Almeno per il momento. Impossibile dimenticare i 12.000 del “Bentegodi” di Verona per la finale play off con il Como nel giugno del 2004: 80 pullman ed un treno speciale, incredibile! Colpo d’occhio straordinario, cose che nemmeno in serie A...
Circa 30 pullman ed un treno, invece, per la trasferta di Siena che il 24 maggio 1992 sancì matematicamente l’ultima promozione della Spal in serie B. Erano 2.500 i tifosi al seguito della squadra di Gibì Fabbri. Tantissimi, ma lontani dai record.
Perchè nel computo bisogna mettere i 10.000 della prima, grande, trasferta di massa, quella sempre a Verona per lo spareggio contro la Solbiatese che il 16 giugno 1991 valse la promozione in C1. E come dimenticare i 5.000 di Bologna per il derby di serie B nell’ottobre del ’92? E l’altra invasione di Bologna? Quella del giugno ’94, quando la Spal andò a vincere la semifinale d’andata dei famosi play off per la B, quelli poi persi - appunto - a Verona col Como. Due pomeriggi, quelli bolognesi, destinata a restare nella storia: due grandi successi, davanti ad una straordinaria tifoseria biancazzurra.
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In tempi più recenti non si possono dimenticare due trasferte, anche se con numeri più ridotti. Quella del maggio 2008, quando 500 spallini accompagnarono la squadra a Portogruaro per la semifinale dei play off di C2 contro il Portosummaga: 2-1 all’andata, 2-0 al ritorno fino al 58’ della ripresa, prima di una sconfitta inverosimile che seppellì le speranze di possibile promozione sul campo e - di fatto - decretò l’inizio della fine dell’era Tomasi, col successivo passaggio di consegne a Butelli (con ripescaggio), sotto la cui egida - di lì a qualche mese - si assistette all’ultimo importante esodo in categoria (Prima Divisione, C1, Lega Pro, come la si vuole chiamare...): era dicembre quando la Spal andò a Cesena con 1.000 tifosi al seguito. Il primo posto in classifica ed una serie di 12 risultati utili di fila diedero corpo a quella migrazione calcistica.
Dopo (tra disgrazie societarie di ogni genere, retrocessione sul campo, la perdita del professionismo causa inadempienze del club, e la ripartenza dalla serie D) sono arrivati tanti colpi bassi. Prima della nuova e salvifica gestione attuale. A Siena, l’ultima domenica di febbraio, erano oltre 700 i supporters al fianco della squadra di mister Semplici. Un’enormità, eppure niente rispetto a quanto accadrà domenica a Pisa. Sì, è tornata la Spal che muoveva autentiche folle.
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