Squadra e sostenitori Quel binomio centese con vista promozione
CENTO. Pulsa la piazza, di passione autentica. Perché Cento è così: vive col basket e per il basket. Da tanto tempo. Che ci sia un sogno da inseguire o una stagione “normale” da vivere, la Benedetto...
CENTO. Pulsa la piazza, di passione autentica. Perché Cento è così: vive col basket e per il basket. Da tanto tempo. Che ci sia un sogno da inseguire o una stagione “normale” da vivere, la Benedetto resta una fede. «Gente che è venuta a Trecate in gennaio per una partita che contava davvero poco va solo ringraziata» racconta Andrea Pulidori, che dopo aver girato in lungo e in largo il mondo del basket, sia maschile che femminile, dall’estate scorsa è il direttore sportivo della Benedetto XIV. L’ingaggio di una figura come le sua, e il profondo rinnovamento della squadra, raccontano di una società che ha voluto compiere i passi giusti per consolidarsi e guardare in alto. E dopo qualche tempo di rodaggio, tra cui il cambio di guida tecnica, la Tramec ha trovato il ritmo e sta guardando dritta ai playoff. Il terzo posto in classifica appena dietro alle due corazzate del girone Forlì e Piacenza, rendono onore a una squadra che è costantemente cresciuta. E che domenica prossima giocherà una gara fondamentale a Cecina. «È molto importante - sottolinea sempre Pulidori -. Se vinciamo saremo sicuramente terzi in griglia, perché non voglio pensare che possiamo perdere in casa con Torino e Trecate. Se invece perdiamo, abbiamo un +21 da amministrare e nella peggiore delle ipotesi possiamo arrivare quinti».
In ogni caso Cento sarà ai playoff e, per come sta giocando, legittimamente pensa in grande. Certo, la strada verso la promozione è lunga, visto che le vincenti dei playoff dei quattro gironi faranno un ulteriore spareggio a giugno a Montecatini e ad essere promosse saranno in tre. Ma è giusto sognare. «Con i valori tecnici che stiamo dimostrando dico che gli altri si dovranno preoccupare almeno un pochino di Cento. Anche perché, oltre al basket giocato, il fattore campo nella post season (che sarà al meglio delle tre partite al primo turno e al meglio delle cinque in semifinale e finale; ndr) va messo sul piatto della bilancia. Qui, lo sappiamo, il pubblico è molto partecipe. Quest’anno a Forlì, di mercoledì sera, c’è stato un vero esodo. Quindi sono sicuro che per i playoff avremo grande sostegno».
E in campo? «Fin dall’inizio avevo detto che questa era una buona squadra con l’obiettivo di arrivare tra le prime. Ora siamo dove dovevamo essere, ma ci siamo arrivati superando alcuni ostacoli. In primo luogo avevamo bisogno di rodaggio. Poi abbiamo affrontato il problema Infanti, che abbiamo risolto dopo qualche tempo. E non è da sottovalutare nemmeno il cambio dell’allenatore: Giordani è l’uomo giusto per questo gruppo e fa giocare alla squadra un buon basket. Mettiamo pure sul piatto anche i tanti infortuni. Ma se questa squadra è al completo può davvero battere chiunque. E l’abbiamo dimostrato».
Senza essere scaramantici, a Cento si pensa anche alla possibilità di salire di categoria. Del resto, la Benedetto c’è arrivata vicina tante volte. E forse ora il vento soffia nella direzione giusta. «Sarebbe epocale. Certo, qualunque salto è impegnativo, ma secondo me qui ci sono le capacità per affrontare una nuova avventura. C’è passione, entusiasmo, una società solida economicamente e credo ci sia anche la squadra. Con un italiano di categoria e due stranieri Cento in A2 può starci benissimo. C’è il nodo palasport, ma anche su quel fronte c’è grande disponibilità».
Mauro Cavina
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