Niagara, nella corsa ai playoff ci sono due partite decisive
FERRARA. Basta un numero sbagliato a cambiare gli scenari. E l’errore (ce ne scusiamo) era tutto in un numero di partenza: 40, anziché 36. Già, perché i punti sin qui raccolti dalla Niagara sono...
FERRARA. Basta un numero sbagliato a cambiare gli scenari. E l’errore (ce ne scusiamo) era tutto in un numero di partenza: 40, anziché 36. Già, perché i punti sin qui raccolti dalla Niagara sono appunto 36, e non 40 come abbiamo scritto l’altro giorno, traendone conclusioni aritmeticamente sbagliate, ma che, nella sostanza, potrebbero comunque rivelarsi quanto meno possibili. Rivediamo, allora, la questione, con i numeri giusti.
La questione si chiama corsa ai playoff, che, evidentemente, con 4 punti in meno per la Niagara parrebbe complicarsi, almeno a prima vista. Se, come avevamo supposto facendo il confronto con il girone d’andata, tutte le squadre in lizza raccogliessero lo stesso bottino, allora alla Niagara mancherebbe fatalmente un punto per arrivare in zona post season. Chiudere la stagione alla pari con Modena e Grosseto, infatti, potrebbe lasciare fuori dai due posti playoff proprio Ferrara. Non se andasse come all’andata, in verità: il primo fattore discriminante è il numero di vittorie e Grosseto si fermerebbe a 16, contro le 17 di Bernard e compagni. Immaginare, però, che i toscani riescano a bissare le sconfitte con Roma e Sarroch, francamente è un azzardo, così come vederli battere di nuovo la capolista Grottazzolina, per giunta in trasferta, sebbene per i fermani quella partita potrebbe essere del tutto ininfluente, solo l’occasione per celebrare il salto di categoria e il ritorno in A2 davanti ai propri tifosi.
Irraggiungibile, poi, Modena, che andrebbe a quota 18 vittorie.
Dunque, che fare? Per la Niagara, stando così le cose, l’unica via d’uscita è raccogliere un punto in più delle concorrenti e arrivare almeno a quota 50. Possibile? Certo, e pure senza voli pindarici. Nel senso che, rispetto all’andata, i biancoverdi non dovranno neppure centrare chissà quale impresa; in altre parole, potranno anche prendersi il lusso di perdere a Spoleto senza raccogliere punti. La differenza, invece, dovranno farla sabato prossimo, con Sant’Antioco, e con Macerata, all’ultima giornata: con i sardi un punto in più che all’andata, con il Montalbano una vittoria (anche al tie break, salvo che quel punticino in più non diventi necessario, ma alla vigilia dell’ultimo turno si saprà bene) ed ecco che le rivali sono sistemate.
Avevamo sbagliato i conti partendo da un numero errato, ma la questione, nella sua sostanza, non cambia poi di molto. Certo, la Niagara deve vincere ben cinque delle sei partite che l’attendono, trovando una continuità di gioco e risultati non semplice nel volley. Se un po’ di buona sorte, in termini di salute dei suoi atleti, le andrà incontro, allora la squadra di coach Marco Martinelli potrà arrivare al traguardo. E da lì in poi, chissà: potrebbe iniziare un sogno che, all’inizio della stagione, non era stato neppure ipotizzato.
Sergio Armanino
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