La Nuova Ferrara

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L'ultimo saluto al direttore Ranzani

di Lorenzo Montanari
Tartari parla con Di Marzio
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Tartari parla con Di Marzio

Per il grande uomo di calcio sono arrivati tantissimi addetti ai lavori: ecco le loro parole per l'ex calciatore e dirigente

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FERRARA. Nella mattinata della vigilia della gara dell’anno fra Pisa e Spal, il mondo biancazzurro di ieri e di oggi ha gremito la chiesa di San Biagio a Ferrara per l’ultimo saluto a Roberto Ranzani, scomparso in settimana all’età di 73 anni. C’erano davvero tutti, quelli che hanno lavorato con il direttore negli anni ’60-'70 e negli anni più recenti.

Sul feretro di Ranzani una maglia ed una sciarpa della sua Spal, posata dai ragazzi del settore giovanile. Commossi la moglie Anna, i figli Laura e Gianluca (attuale responsabile marketing della compagine biancazzurra) e i nipoti. Anche don Renzo Foglia, il parroco che ha officiato le esequie dell’ex giocatore, direttore sportivo e presidente della Spal, ricordandolo si è commosso. «Roberto ha saputo vivere con la v maiuscola – le sue parole -, seminando la gioia del suo vivere. È difficile trovare le parole in quello che stiamo vivendo, il più bel discorso sarebbe il silenzio, ma Roberto ha saputo vivere la sua straordinaria vita e il campionato più bello lo ha vinto quando ha formato la propria famiglia, incontrando la moglie Anna, con la quale ha dato alla luce i figli Laura e Gianluca».

Alla spicciolata, già un’ora prima dell’inizio della cerimonia, i primi arrivi e i primi ricordi di colui che per tutti era il direttore. L’assessore allo sport Simone Merli, presente assieme a Paolo Calvano, da sempre tifa Spal. «Ranzani è un uomo di Spal – dice l’assessore -, da sempre ha cucito addosso questa maglia. A lui mi lega un sentimento affettivo strettissimo: non mancava mai e mancherà al popolo biancazzurro».

Una folta rappresentanza della Curva Ovest ha donato a Gianluca Ranzani, figlio del compianto Roberto, una sciarpa biancazzurra, ricevendo in cambio la promessa che oggi pomeriggio il responsabile marketing spallino sarà sugli spalti dell’Arena Garibaldi di Pisa a tifare Spal. Amico fraterno di Ranzani è Luciano Cazzanti. «Abbiamo lavorato assieme otto anni, così aneddoti e ricordi sono davvero innumerevoli – è il suo pensiero -, Roberto è stato un grande direttore, ci sono restato secco quando ho saputo che era mancato: credevo fosse uno scherzo».

Nessuno scherzo, purtroppo. Ranzani ha fortemente voluto il ritorno alla Spal di Riccardo Cervellati. “Il suo è un ricordo continuo – dice l’ex estremo difensore biancazzurro, adesso procuratore -, a Ranzani mi lega un sentimento molto stretto: è grazie a lui se sono ritornato alla Spal. Persona che mi piaceva, concreta e di poche parole».

Adesso allena l’Albania, alla Spal, durante l’epopea di Roberto Ranzani, Gianni De Biasi ha vinto un campionato. «Ranzani era un fratello maggiore con il quale a Ferrara ho condiviso due anni bellissimi: c’è un rapporto di amicizia. Ci eravamo sentiti un mese fa, parlando dell’Albania agli Europei: l’ avevo sentito bene».

Anche Gianni Di Marzio ha lavorato con Ranzani. «Abbiamo vissuto paure, tensioni e trionfi. Di lui ricordo i valori umani che abbiamo vissuto: direttore di calcio speciale, persona intelligente, dedita alla famiglia. Con lui è andato via un punto base della nostra vita».

Per Andrea Pierobon «Ranzani è stato parte importante della mia carriera. A Ferrara abbiamo vinto molto assieme, figura importante per tutti noi, di lui ho un ricordo straordinario. È sempre stato un signore, che porterò dentro di me sempre».

Mister David Sassarini lo ricorda come «un insegnante di vita, persona dall’incredibile umanità, che mi ha insegnato molto». Chiusura con Davide Marchini, che lo ricorda con la sua frase «calma e serenità sono le virtù dei forti».
 

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