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Una Bondi in emergenza per il debutto di Turchetto

Una Bondi in emergenza per il debutto di Turchetto

Basket A2. Il coach domani esordisce senza Soloperto e con Udanoh in dubbio «Contro Roseto servirà equilibrio, lo cercheremo con i piccoli in campo»

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FERRARA. Al debutto “vero” in A2, Andrea Turchetto, coach della Bondi, già si ritrova qualche gatta da pelare. Ieri mattina, Erik Rush e Lucio Salafia hanno ripreso la via del campo, non Mattia Soloperto (assente certo contro Roseto) e Ike Udanoh, quest’ultimo fermo anche questa mattina a causa di guai alla pianta di un piede e fino all’ultimo in dubbio. Insomma, non il massimo della vita per un Turchetto che domani al Pala Hilton Pharma esordisce da capo allenatore.

Coach Turchetto, siete in emergenza...

«Quella contro gli abruzzesi è una gara da preparare in maniera attenta - dice il nocchiero biancazzurro -, non poter allenare tutti assieme significa fare fatica a prepararla. Non mi preoccupa molto l’aspetto offensivo, l’idea di giocare con un lungo solamente (o Brkic o Udanoh, ndr) e altri quattro esterni è una cosa da mettere in preventivo. Dovesse mancare anche Udanoh, però, a livello di rotazioni ed energia saremmo corti».

Roseto è compagine importante dal punto di vista offensivo...

«Ha quattro giocatori di colore, come Allen, Weaver, Bryan e Moreno, ciò equivale a un livello di atletismo, energia e impatto notevole: è il loro punto di forza, riuscire a trasformare in un contropiede continuo l’energia. Roseto ti porta a giocare al suo ritmo, anche a livello mentale sarà una gara molto difficile».

Si spieghi meglio.

«Tu puoi giocare bene per 10 minuti consecutivi, costruirti un piccolo vantaggio, dopo di che in 2 minuti, se ti distrai un attimo, ti trovi sotto di 10-12 punti e neanche ti accorgi del motivo. Viceversa, puoi cominciare male e poi puoi ritrovarti avanti nel punteggio. Loro hanno la capacità di fare dei parziali in un brevissimo lasso di tempo: bisogna essere sempre all’erta, mentalmente pronti a reggere l’urto, ritornando a giocare il proprio basket. Contenere i momenti delicati e riprendere a macinare il nostro gioco, portando Roseto al nostro ritmo».

Quale Bondi conta e spera di vedere contro gli Sharks?

«A tratti, la Bondi vista con Verona mercoledì, dal punto di vista offensivo soprattutto. Una Bondi che rispetta gli obiettivi dei giochi, che ha le idee chiare su dove andare a colpire in attacco, che mantiene delle spaziature adeguate. Questo significa prendere buoni tiri, giocare in equilibrio, garantendosi sempre una transizione difensiva all’altezza. Bisogna che contro Roseto giochiamo in maniera equilibrata».

Debutterà da capo allenatore in A2. Emozioni?

«A livello emotivo, mi è servita molto l’ amichevole con Verona di mercoledì, che ho vissuto in maniera vera, non come un’amichevole: ho cercato di fare di tutto per pensare a quella gara come fosse di campionato, a livello di piano partita, di idee e situazioni, a volte facendo finta che Verona fosse Roseto. Mi è servito per rompere il ghiaccio, cercando con i giocatori un livello di comunicazione che è completamente differente da prima. Il campionato è il campionato, così non ho l’illusione che sia come mercoledì; allo stesso tempo continuo a essere molto tranquillo, perché vedo che la squadra c’è. Per me sarà un lunghissimo riscaldamento, dopo di che l’emozione sarà sparita».

Lorenzo Montanari

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