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È la solita Bondi ma il finale è ben diverso

È la solita Bondi ma il finale è ben diverso

Nuova guida e partenza a razzo con Roseto Poi il calo di sempre. Però stavolta è vittoria

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FERRARA. È stata la serata degli inediti, oltre che degli esordi. E anche di una vittoria che, sui legni del Pala Hilton Pharma, non si vedeva dal 14 febbraio quando la Bondi, nel giorno di San Valentino, riuscì a battere la squadra della città più romantica che ci sia: Verona. Da allora, solo delusioni. Anche forti, tra l’altro, con Trieste e Mantova. In mezzo vittorie a Recanati e Jesi e una bruciante sconfitta a Imola. Ecco perché battere Roseto non solo rievoca ricordi piacevoli per Ferrara, di sfide datate anni Ottanta, ma porta anche un po’ di aria fresca in un ambiente nel quale l’aria era diventata pesante; in più, il successo tiene viva l’attenzione su un finale di stagione che rischiava di scivolare via senza troppo pathos. Invece la Bondi si è ridestata e s’è scoperta capace di vincere una gara con un finale punto a punto contro una delle squadre rivelazione del campionato (e questo è l’inedito). Bagnando pure di champagne l’esordio di Andrea Turchetto come capo allenatore, subentrato a Morea dopo la sconfitta di Imola e già in grado di dare alla squadra una sua impronta.

Fermare la Mec Energy non era un compito facile, ma la Bondi ci è riuscita. Il sistema di gioco organizzato da Tony Trullo (coach del ritorno di Ferrara nel secondo campionato nazionale a inizio anni Duemila) e individualità spiccate come quelle di Allen e Weaver, hanno dato modo a Roseto di restare sempre a ridosso delle prime e mostrare un basket frizzante e difficile da contenere. S’è visto anche ieri contro la Bondi, soprattutto nel finale, quando gli abruzzesi hanno riaperto il match ed hanno avuto anche la possibilità di vincerlo. Ma Ferrara è stata brava due volte. Innanzitutto è stata capace di partire col piede giusto, mettendo subito un ampio margine tra sé e gli avversari. E poi, anche quando Roseto ha pigiato sull’acceleratore, mettendo a segno una rimonta lunga, ma inesorabile, gli estensi non hanno perso la testa riuscendo a conquistare due punti che cambiano poco in ottica play off (che restano sempre a 4 punti di distanza), ma che riescono almeno a regalare un sorriso.

Lo spettro di gare come quella con Mantova, dove Ferrara ha sprecato un vantaggio di 25 punti, per qualche minuto è aleggiato anche stavolta dentro al Pala Hilton Pharma. Soprattutto dopo un terzo quarto da dimenticare, finito 22 a 13 per gli ospiti e Ferrara capace di dilapidare un vantaggio di 20 punti conquistato ad inizio del terzo periodo (59-39). Roseto, che poco aveva avuto da Allen, s’è messa nelle mani di Marini e Marulli. La doppia “emme” ha suonato la carica, poi alla rimonta s’è unito anche Weaver. Ferrara, che nei primi due quarti sembrava un orologio svizzero (66% al tiro contro il 40% degli avversari) ha cominciato a perdere colpi. Rush e Udanoh hanno smesso di fare canestro, così anche Bucci. L’attacco impacciato di fronte all’aggressività di Roseto e la difesa non più così granitica, hanno dato coraggio a Roseto che non ha smesso di risalire la corrente. Una rimonta lenta, ma costante, poteva essere letale per le Bondi che dopo il +9 del 35’ ha visto la Mec Energy arrivare all’ultimo minuto sull’83-79. Con il cronometro a scandire secondi pesanti come macigni, la Bondi ha mantenuto la calma, anche quando Allen ha segnato i liberi del -1 (84-83) a sette secondi dalla fine. A essere decisiva, questa volta, è stata la buona difesa, ma anche i liberi segnati da Guarino e Brkic, che sono valsi una vittoria che ha tolto la scimmia dalle spalle della Bondi. E che forse non sarà così importante in chiave playoff, ma che riporta il sorriso al Pala Hilton Pharma.

Mauro Cavina

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