Memorial Duran, che spettacolo
Boxe. Massimiliano: contento per il pubblico e i ragazzi, ma qualche verdetto...
FERRARA. Va in archivio il 15º Memorial Carlos Duran ed è tempo di bilanci. Iniziando dal rientro vittorioso e convincente di Damian Bruzzese, massimo leggero che si è largamente imposto ai punti sull’ungherese Istvan Orsos, mancino d’esperienza. Di lui e degli altri match parliamo con Massimiliano Duran, sabato in veste di maestro e organizzatore della riunione dedicata al papà.
«Sono contento per com’è andata - esordisce “Momo” -, per la gente che è venuta, perché si è divertita. Combattimenti veri, equilibrati, ragazzi giovani di belle speranze, per 4 ore di pugilato che hanno dato soddisfazione. Quando ottieni risultati così, è importante».
Con qualche verdetto un po’ così...: «Pareggi e sconfitte che non ho capito e dispiace per i ragazzi».
Ma veniamo a Bruzzese: «L’avversario è stato designato all’ultimo, un po’ una casualità che fosse mancino: Damian li soffre e un po’ l’ha messo in difficoltà, ma è andato bene, sono ottimista per quello che ha fatto vedere nelle ultime riprese, usando quel sinistro come voglio. Può togliersi soddisfazioni. Adesso? Bisogna vedere come si muove la classifica: andremo a fare l’Italiano, spero in tempi non troppo lunghi. D’altro canto, quando fallisci un titolo internazionale è così. Anche Matano...».
A proposito del superwelter, Alessandro Duran ha immaginato una sfida con Caccia: «Non è una strana idea, potrebbero fare il pienone al palasport, ma la vedo molto difficile. Sarebbe un incontro senza titolo, non credo abbiano interesse a farlo, salvo magari un grande ritorno economico.Caccia rifarà l’Italiano con Esposito, stiamo aspettando, è tutto bloccato per il problema tv: Nove si è fatta indietro, forse rientra Sport Italia, la Rai ha disponibilità per poche date e ci si accapiglia per averle».
Il Trofeo Asi è andato a Simone Carli: «Con Simone ho fatto cose che non potete immaginare. Sono andato a Roma ai 100 anni della Federazione per lui, perché non volevano farmelo passare professionista e alla fine me lo hanno concesso. E lui ha dimostrato che abbiamo riportato al pugilato un ragazzo che ha delle carte da giocare. Spero che la testa lo assista, ha dei numeri, come li ha Marco Iuculano, ma è da citare anche Emanuele Zagatti, che ha fatto un match intelligente contro uno più forte di lui».(s.a.)
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