«Troppo sottotono come personalità»
Semplici: tanti giocatori non sono abituati a gare del genere
PISA. Quattro sconfitte su quattro. Questo l'impietoso score della Spal negli scontri diretti in campionato. Anche a Pisa la tensione si è fatta eccessivamente sentire tra i giocatori biancazzurri, spesso imprecisi nelle giocate già dai primi minuti.
Il clima infuocato dell' "Arena Garibaldi" ha ulteriormente contribuito a scaldare un'atmosfera resa particolarmente intensa nei giorni precedenti alla sfida. Tra nervosismo e difficoltà di manovra, la Spal ha comunque saputo chiudere in vantaggio un primo tempo equilibrato, non riuscendo però a gestire lo sfogo di inizio ripresa dei padroni di casa. E dopo l' 1-1 di Peralta, ecco il prepotente ritorno degli spettri dell'andata. Pisa carico a mille e Spal timorosa, incapace di tenere palla e di trovare i collaudati meccanismi che le hanno permesso di fare la differenza in questo campionato. Poi il 2-1 di Mannini, un altro colpo durissimo da digerire. Non c'è stata infatti la tanto attesa reazione rabbiosa dei biancazzurri; con le sostituzioni e la conseguente variazione di modulo infatti, non è cambiato praticamente nulla.
Ma nonostante una prova non certo brillante dal punto di vista del gioco, vanno comunque riconosciuti i meriti di un Pisa in grado di sfruttare al meglio le proprie armi migliori: carattere, compattezza e colpi dei singoli.
Nella conferenza di fine gara, il tecnico spallino Leonardo Semplici non si nasconde, ammettendo i limiti della propria squadra.
Mister Semplici, sotto molti punti di vista la partita è stata molto simile a quella dell'andata...
«Sì, anche in quell'occasione infatti fece gol Mora. Poi nel secondo tempo siamo partiti esattamente come all'andata, dove non abbiamo prestato la stessa attenzione del primo tempo. Queste sono partite che si decidono sugli episodi. Loro sono stati bravi a sfruttarli, ma noi sicuramente abbiamo pagato il fatto di non avere tanti giocatori abituati a giocare gare simili. Ora, per fortuna, gli scontri diretti sono finiti e cercheremo di ripartire come abbiamo sempre fatto, cercando di analizzare bene gli errori che sono stati fatti, a partire da quelli del sottoscritto».
Come spiega il trend negativo della Spal negli scontri diretti?
«Credo che forse le squadre avversarie siano più forti di noi e questo la dice lunga sul campionato che stiamo facendo. Se nonostante queste sconfitte, siamo primi con cinque punti di vantaggio sulla seconda, significa che a questa squadra è stata trasmessa una certa mentalità ed un certo tipo di gioco. In questi frangenti forse, squadre come Pisa e Maceratese hanno giocatori più scaltri ed esperti. Dopo un buon primo tempo, nella ripresa c'è stato quell'uno-due che ci ha messo in difficoltà. A quel punto non siamo riusciti a creare opportunità importanti, a parte qualche sporadica palla giocata in avanti».
Il maggior tasso di carattere dei nerazzurri ha probabilmente fatto la differenza...
«Bisogna dare i meriti anche a loro perché il Pisa è una squadra forte. Noi siamo stati sottotono dal punto di vista della personalità, non riuscendo ad esprimere il nostro gioco. Non siamo stati propositivi come altre volte».
Campionato adesso riaperto?
«Non lo so, questo dipende da noi. Se giocheremo come con il Pisa potremo dare maggiore spazio alle inseguitrici, ma se continueremo a giocare come sempre, fatta eccezione per gli scontri diretti, allora credo che per gli altri sarà molto più dura».
Per la Spal sarà fondamentale ripartire con il piede giusto già dal prossimo impegno...
«Siamo convinti delle nostre possibilità e delle nostre qualità, indipendentemente da questa sconfitta. Come in altre circostanze siamo ripartiti ancora più vogliosi e determinati e ciò dovrà accadere anche questa volta. Dovremo affrontare le prossime cinque partite con la massima serenità. Il ko di Pisa ci dovrà servire come esempio, per cercare di andare avanti nel migliore dei modi».
Nonostante la grande amarezza, i tifosi biancazzurri hanno chiamato sotto la curva i giocatori al termine della gara...
«Un esodo di questo tipo da parte dei tifosi ferraresi non si vedeva da tantissimi anni. La cornice di pubblico era veramente eccezionale».
Andrea Benazzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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