Il Pisa ha avuto un picco del 62% di possesso palla E ha fatto più falli
FERRARA. È vero che la Spal spesso ama aspettare e ripartire. È vero che a Pisa ci stava la supremazia territoriale dei nerazzurri. È altrettanto innegabile che la squadra di Semplici ha a lungo...
FERRARA. È vero che la Spal spesso ama aspettare e ripartire. È vero che a Pisa ci stava la supremazia territoriale dei nerazzurri. È altrettanto innegabile che la squadra di Semplici ha a lungo imbrigliato i toscani. Ma è anche chiaro che se avesse voluto giocare in contropiede, negli spazi, in profondità, avrebbe schierato Finotto (come mister Gattuso ha confessato di aspettarsi) e non uno tra bomber Cellini e Zigoni. Quindi le strategie erano altre.
E allora è evidente che qualcosa non ha funzionato in pieno rispetto ai piani. Lo testimoniano anche le cifre. Nel primo tempo il Pisa ha avuto il 60% di possesso palla: globalmente sterile, si dirà. Ok, è verissimo, ma al contempo ciò significa che la Spal il pallone lo ha avuto poco. Il possesso pisano è poi salito fino al 62% intorno al quarto d’ora della ripresa, mentre a fine gara i numeri sono stati più equilibrati (55%, contro ovviamente il 45% biancazzurro) ma comunque sbilanciati.
La partita è stata anche molto aspra, ricca di tensioni, polemiche e falli. Ed il Pisa ne ha commessi più della Spal, esprimendo le caratteristiche di mister Gattuso, che ad ogni occasione si agitava, entrava in campo, metteva pressione sulla terna (che nella ripresa non ha fischiato quasi niente a favore dei biancazzurri). Non è quello il terreno della Spal, abituata ad esprimersi diversamente. (p.n.)
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