Il popolo biancazzurro ha vinto la sua partita
Il ritrovo, la partenza, l’afflusso all’Arena, la passione da inizio a fine partita In 1.700 hanno tifato per la Spal: una grande dimostrazione di amore
FERRARA. Una giornata memorabile. La Spal a Pisa ha vinto. Nel senso: hanno vinto i suoi tifosi.
Il popolo biancazzurro è stato grandioso. Semplicemente grandioso. Da tempo, da anni, da almeno un decennio, non viveva e non faceva vivere una giornata del genere. Emozioni allo stato puro. Incredibile dimostrazione d’amore nei confronti dei propri colori, della propria squadra, della propria città.
A Pisa c’erano quasi 2.000 ferraresi. Le cifre ufficiali dicono che gli spallini in curva erano 1.425. A questi bisogna aggiungere tutti quelli che hanno scelto di acquistare il biglietto nei settori di tribuna e tribuna superiore (e qualcuno anche in gradinata, come sottolineato prima della gara dalla stessa società pisana). Dopo, che i biancazzurri in tutto fossero 1.700 o un po’ di meno o un po’ di più... Dettagli. Comunque sia, un esodo. Un grande esodo. La dimostrazione-conferma di una passione allo stato puro.
Le cifre più o meno erano note già dai giorni di vigilia. Si sapeva che i due contingenti di biglietti erano stato polverizzati in un attimo. Poi, ecco il D-day. O meglio, lo Spal-day. «Tutti a Pisa olè... tutti a Pisa olè...». Domenica mattina di ritrovo. Bandiere, sciarpe, striscioni. Zaini, telefonini, macchine fotografiche. Canti alzati al cielo. Fumogeni lanciati nell’area periferica sede della partenza. Pullman in colonna. Il serpentone biancazzurro si è messo in marcia per l’ultima trasferta toscana della stagione, verso Pisa, verso l’Arena Garibaldi (da tempo ribattezzata ufficialmente - si sa - come stadio “Romeo Anconetani”).
Big match. La Spal capolista contro il Pisa secondo a -8. La gara che avrebbe potuto chiudere il campionato. Il popolo ci credeva. Il popolo ci ha creduto. Settore pieno già un’ora prima della partita. Boato all’ingresso in campo della squadra per il riscaldamento. Osanna all’arrivo in curva del presidente Mattioli, e del patron Simone Colombarini con famiglia. Movimento sussultorio ed ondulatorio, esplosione tellurica, al 39’ quando Mora ha portato in vantaggio la Spal ed è corso ebbro di gioia e di adrenalina davanti alla moltitudine biancazzurra in festa.
Che dire? Che pensare? È fatta, è fatta... O, almeno, è ben incamminata...
Come non detto. La Spal e la sua gente, si sa, sono qui per soffrire. Sempre. I quindici minuti iniziali della ripresa, è noto, hanno ribaltato il match. E poi non è arrivato nemmeno il pareggio. Da +8 a +11, ma è finita con la classifica a dire +5. Delusione? Enorme. Ma il popolo ha continuato a tifare, ad incitare, a crederci. I sogni, come la vita e l’amore, non hanno mai fine.
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