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Spal, l’importante è mantenere la calma

di Paolo Negri
Spal, l’importante è mantenere la calma

Lega Pro. Mister Semplici ha abilmente depistato sulle reali cause del ko toscano. Così preserva e ricarica il gruppo

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FERRARA. All’antivigilia di Pisa-Spal il tecnico biancazzurro Leonardo Semplici era stato esplicito: «Voglio qualità».

Ecco, è giustamente ciò che è mancato all’Arena: la qualità. La Spal è venuta meno sotto il profilo del possesso palla, del fraseggio, della precisione nei passaggi, della manovra, nella capacità di alimentare l’attacco.

Sono constatazioni, o impressioni. Non critiche per la sconfitta, ma il tentativo di comprendere le ragioni della stessa. Le altre chiavi di lettura, proposte qua e là, non ci convincono. Anche quelle fornite da mister Semplici sono state fuorvianti: non si è trattato di scarsa personalità, e non è nemmeno questione di essere forse inferiori a Pisa e Maceratese, come ha detto il tecnico rispondendo a precisa domanda sulle quattro sconfitte negli scontri diretti con le due inseguitrici.

Ma le dichiarazioni vanno interpretate. Semplici è arguto osservatore, ha capacità di analisi, è abile comunicatore. O non-comunicatore, in base alle circostanze: sa depistare. Sa e vuole proteggere il gruppo. Intende minimizzare gli effetti, i possibili contraccolpi, di una sconfitta. Veste un saio minimalista, distoglie l’attenzione, fa in modo che non ci si focalizzi sulle prestazioni ampiamente sottotono di questo o quello. Cose che capitano, e che non sono imputabili al fatto di avere giocatori meno scaltri ed esperti - come ha detto il tecnico - rispetto a quelli del Pisa. Quando hai in campo Gasparetto, Cottafava, Giani, Mora, Cellini e Zigoni - e Schiavon e Grassi in panchina - non puoi pensare davvero che la Spal possa aver sofferto di un gap di abitudine a certe gare rispetto al Pisa. E quando, pronti via, Gentile entra durissimo su Mannini per far capire chi comanda, chi non si intimidisce, non si può ritenere che la Spal abbia difettato in personalità. Tra l’altro, non è la personalità a far sbagliare passaggi di pochi metri. È stata più una questione di gestione della gara e, nell’occasione, di deficit qualitativo, di pallone tenuto troppo poco e - di conseguenza - lasciato agli avversari. Che pure avevano combinato poco o nulla, ben imbrigliati fino a quell’inizio di ripresa che ha cambiato le carte in tavola. E, dopo, la Spal non ha saputo rendersi pericolosa, non ha saputo articolare una manovra che non aveva organizzato nemmeno prima e che non ha mai trovato anche con tre successivi sistemi di gioco. Non è una tragedia. Il campionato poteva essere chiuso invece è tutto da giocare. L’importante è mantenere la calma. Semplici sa usare le parole, per l’esterno, anche in tal senso.

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