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Ferrara brucia: l’urlo del popolo è serie B, serie B

di Paolo Negri
Ferrara brucia: l’urlo del popolo è serie B, serie B

Atmosfera incredibile l’altra sera al “Mazza” Impazza il video di Mattioli che canta in Curva

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FERRARA. Bisognava esserci. Bisognava viverla. L’atmosfera di sabato sera al “Paolo Mazza” è stata qualcosa di unico. Di straordinario. Non capitava “da una vita”. Non in maniera così intensa.

Passione. Adrenalina. Brividi. Qualche lacrimuccia. Tutto frutto della passione. Dell’amore smisurato della gente per la Spal. Un boato all’ingresso in campo della squadra per il riscaldamento, quando già si sapeva del pareggio del Pisa a Lucca. Canti, cori, fumogeni, sventolio di bandiere - sempre in Curva, ovvio - poco prima dell’inizio della gara. Incitamenti decuplicati dopo il subitaneo gol del vantaggio del Santarcangelo. Poi tutta un’escalation di straripante esultanza. Uno, due, tre gol per chiudere la pratica romagnola e conquistare una vittoria fondamentale, dal profumo di serie B.

Quindi, al fischio finale, l’apoteosi. Festa indicibile sugli spalti. Nessuno, ma proprio nessuno, se ne voleva andare. La squadra ha celebrato a più riprese. Prima intimamente, col solito abbraccio in cerchio. Poi sotto la Ovest, con due momenti distinti ed un’esultanza stile Bundesliga. Ne è seguito il saluto alla tribuna, dove tutti erano in piedi ad applaudire. Ma era troppa la voglia di vivere quegli attimi, di prolungarli il più possibile. Così, tutto il gruppo biancazzurro si è riportato davanti alla Curva, per il tradizionale tuffo prolungato da un balletto collettivo di gioia allo stato puro.

Le scene da ricordare sarebbero mille. Ma come non citare il presidente Mattioli che va nel cuore della Ovest e si mette a cantare in mezzo ed insieme ai tifosi? Il video sta furoreggiando in rete, è già un top su Facebook. E come non sottolineare... l’infortunio di mister Semplici, scivolato al momento di rientrare e giunto in sala stampa un po’ dolorante?

Ancora: quei canti? Quei cori? Per quanto sono durati dopo la partita? Si sentivano a distanza, in fondo a via Piangipane, prima di voltare a sinistra su Porta Reno, erano ancora udibili. Serie B, serie B...

E ci piace anche raccontare una bella scena. Sabato sera, scendendo dalla tribuna, siamo usciti su corso Piave, verso sinistra. Nell’esatto momento in cui passavamo davanti ai finestroni dello spogliatoio spallino si sono sentite... urla terribili. Era l’esultanza incontenibile dei giocatori, appena rientrati nel loro stanzone. In quel momento, tra i tanti che defluivano dal “Mazza”, esattammente lì davanti passavano due papà con i loro bimbi, i quali hanno chiesto di essere issati sulle spalle per cercare di sbirciare dentro gli spogliatoi, per tentare di cogliere - nonostante gli spessi vetri - la fisionomia di questo o quello, riconoscere un idolo, carpire - condividendolo a distanza, ravvicinata - un incredibile momento di intimo festeggiamento. Bellissimo.

Ferrara brucia. Brucia letteralmente di passione per la Spal. A 23 anni di distanza dall’ultima serie B, il popolo biancazzurro e la città intera stanno rivivendo vecchie emozioni. Ripassano veloci le immagini di due decenni abbondanti di delusioni, di amarezze, di fallimenti. Ora, finalmente, la rinascita, iniziata tre anni fa con la gestione Colombarini-Mattioli-Vagnati: gratitudine eterna.

Ok, non è fatta. Non ancora. Non matematicamente. La squadra nei prossimi giorni non dovrà pensare alle celebrazioni ma ad Ancona. Dove domenica potrebbe anche cogliere una promozione anticipata: servirà la vittoria, in coincidenza con una sconfitta interna del Pisa nel derby col Pontedera. Vedremo. Calma, pazienza, sangue freddo. Ma la serie B appare dietro l’angolo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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