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La furia di Giordani sulla sua Tramec

La furia di Giordani sulla sua Tramec

Serie B. Il coach: «Con Torino vittoria sconcertante e prova orrenda. Servono umiltà, impegno e concentrazione»

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CENTO. Così non va, neanche un po’. La Tramec sabato sera ha vinto, ma senza convincere e confermando i dubbi emersi a Cecina. Bisognava vincere, largamente in vista di un eventuale arrivo appaiati. Era indispensabile interpretare il match con Torino con il giusto atteggiemento, la giusta cattiveria agonistica. Invece, tranne una risicata vittoria, non si è visto altro. Bastava poco per prendere il largo (cosa accaduta nel secondo parziale) ed altrettanto poco sarebbe bastato per conservare o aumentare il vantaggio; invece la Tramec si è seduta, giocando senza criterio, facendosi rimontare il vantaggio e finendo la serata con poca gloria: 10 punti di scarto contro una squadra composta da tanti giovani, senza pivot e con la classifica che si ritrova...

Cento è tornata convalescente, ed alla luce dei fatti i sintomi non sembrano molto diversi da quelli della squadra di Albanesi emersi nei primi mesi. Che coach Giordani potesse essere una furia lo si è intuito durante l'ultimo parziale, seduto per 10'. Mite in panca non aveva più nulla da dire: «Sono davvero sconcertato - spiega successivamente un furibondo Giordani -; avevo chiesto tre cose: la vittoria, stare assieme in campo dando spazio a tutti e un buon margine di vantaggio; abbiamo giocato una partita insulsa, qualche minuto decente ma più per inerzia che altro e poi il nulla. Io faccio una gran fatica a spiegarmi cali come quello di sabato: avanti di venti dovevamo solo amministrare o aumentare il vantaggio; niente, abbiamo smesso di giocare assieme, smesso di pensare. Ognuno ha cercato soluzioni individuali e ne è venuta fuori una prestazione orrenda, insignificante».

Giordani attacca la squadra, cerca nella psiche dei giocatori i perché di un rendimento così alterno anche nell'arco della stessa partita: «Siamo psicolabili, è tutta una questione di testa. Ditemi voi come definire una squadra che sbaglia 20 tiri liberi: secondo voi eravamo lì con la testa? Io non me lo spiego diversamente, siamo mentalmente labili; tecnicamente si finisce per metterla sul personale cercando sempre di fare qualcosa di più di quello che puoi, vai fuori dai giochi e chi ne risente è la squadra. E' meglio fare bene quello che sai fare piuttosto che fare male cose più grandi di te. Siamo in difficoltà: a volte dominiamo, poi inspiegabilmente crolliamo».

Il tecnico dei biancorossi rincara la dose guardando agli ormai imminenti playoff e con l'atteggiamento di sabato scorso, terzi o quarti conta poco: «Se siamo questi, facciamo poca strada - sbotta Giordani -; diamo l'impressione di essere una squadra incapace di prendersi le sue responsabilità, stavolta era quella di vincere, dimostrarci in ripresa dopo la figuraccia di Cecina, e invece abbiamo fatto una partita insignificante. Non si può essere bravi solo quando si gioca a cuor leggero senza nulla da perdere come a Forlì. Bisogna anche sapersi assumersi le proprie responsabilità, ci vogliono umiltà, concentrazione e impegno».

Si prospetta una settimana pesante in casa Tramec: il clima in allenamento non sarà dei migliori; un po' di tensione che a volte fa bene, con la consapevolezza che così non va. L'involuzione che la Tramec sta vivendo è lampante. E sabato trasferta a Piacenza contro la squadra più in forma del girone.

Simone Gagliardi

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