Spal, la B dietro l’angolo Premiata la continuità
A 4 gare dalla fine +7 sul Pisa. La differenza la fanno le partite con le piccole
FERRARA. Dice bene Pietro Ceccaroni. I concetti espressi dal giovane difensore centrale biancazzurro, e che si possono leggere nell’intervista a fianco, sono pienamente condivisibili. Il Pisa non è più forte della Spal, come sostenuto da più parti dopo il big match dell’altra domenica all’Arena vinto dai toscani. D’altra parte non basta vestirsi di nero per essere un “Cholo” Simeone. E la differenza non la fanno gli scontri diretti.
Si è fatto un gran parlare dell’idiosincrasia della squadra di mister Semplici ai match con le rivali per il primo posto, Pisa e Maceratese. È vero, la Spal li ha persi tutti e quattro e, in chiave programmazione futura, qualcosa al proposito andrà analizzato con attenzione. Ma ribadiamo quanto abbiamo sempre sostenuto: i campionati si vincono, e si perdono, nelle altre partite, nei confronti con le “piccole”, sul lungo periodo. E la Spal in tal senso è stata magnifica.
La superiorità dei biancazzurri sulle rivali è netta, evidente. Stagione da incorniciare. Squadra in testa dall’inizio ad ora, sempre. Filotti positivi incredibili (8 e 13 gare utili di fila). Solo 4 sconfitte in 30 partite. E dopo ogni ko la capacità di ripartire immediatamente, vincendo: è accaduto sia all’andata che al ritorno dopo gli inciampi con Maceratese e Pisa, battendo rispettivamente la Carrarese (e poi il Savona) ed il Santarcangelo. Come sabato sera, quando il successo sui romagnoli è valso l’attuale margine sul Pisa. Un vantaggio, appunto di 7 punti, che a 4 turni dalla conclusione del campionato autorizza a ritenere che la Spal abbia un’ampia vista sulla serie B. In palio restano 12 punti, c’è lo scontro diretto Maceratese-Pisa, i toscani giovedì rischiano un’ulteriore penalizzazione, la Spal inoltre dopo la giornata appena conclusa è in estrema posizione di forza anche sotto il profilo psicologico. Ed esiste pure la possibilità che i conti vengano definitivamente chiusi già domenica.
Tutto ciò non significa che la Spal ha meritato, sta meritando, meriterà? L’andamento della stagione non dimostra ampiamente che i biancazzurri sono più forti delle dirette avversarie?
Il campionato è una corsa a tappe. Non conta imporsi sul Mont Ventoux, all’Alpe d’Huez, sul Tourmalet e sull’Izoard se poi in pianura ed a cronometro si rimediano distacchi abissali. Pisa e Maceratese pagano tutto ciò. Mentre la Spal si è rivelata passista straordinaria, di una regolarità impressionante. La differenza l’ha fatta, la sta facendo, la continuità. Oltre ad un perfetto controllo dei nervi, della gestione dei momenti delicati. Cosa che a Pisa non hanno saputo fare, con tanti episodi di nervosismo sia verbale che in campo.
Adesso per la Spal manca l’ultimo sforzo. Non crediamo che i biancazzurri lascino scappare questa storica opportunità. La serie B a Ferrara manca dal 1993, riconquistarla ora - dopo ventitre anni - significherebbe entrare di diritto negli almanacchi. Occasione troppo ghiotta ed importante per non essere colta quando è a portata di mano. Il gruppo nella sua interezza (società, staff tecnico, squadra) ha sempre evidenziato compattezza, unità, carattere, determinazione. Ad Ancona domenica potrà stappare le bottiglie, o compiere un ulteriore passo di avvicinamento al grande traguardo. Partita difficilissima. La differenza verrà fatta da concentrazione, voglia e motivazioni.
L’Ancona deve vincere per difendere il quarto posto. Meglio, per ottenere un quarto posto che dia accesso ai play off. Per farlo deve conseguire un numero di punti superiore ad una delle pari classificate negli altri gironi di Lega Pro (agli spareggi-promozione accedono la seconda e la terza di ogni raggruppamento più le due migliori quarte). Al momento le classifiche dicono che nel girone A è quarto il Bassano con 55 punti, nel B l’Ancona ne ha 50, nel C la Casertana 53 (ma se stasera il Cosenza batte la capolista Benevento va a 54). Insomma, è dura che l’Ancona possa farcela, soprattutto dopo che ieri nel finale a Pontedera il dorico Radi ha fallito il rigore della vittoria. Bisogna vedere se l’Ancona ci crede ancora. Ma tutto dipenderà dalla Spal. Come sempre. E la storia della stagione parla chiaro.
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