«In Mora rivedo qualcosa di me e ritengo decisivo Lazzari»
FERRARA. Danilo, in quel 1977/78 non ci furono momenti difficili? «Certo, capitarono. La situazione veramente negativa fu rappresentata dal tremendo infortunio di Pepe a Chieti (ginocchio in frantumi...
FERRARA. Danilo, in quel 1977/78 non ci furono momenti difficili?
«Certo, capitarono. La situazione veramente negativa fu rappresentata dal tremendo infortunio di Pepe a Chieti (ginocchio in frantumi a causa di un’entrataccia di Menconi; ndr). Ne risentimmo tutti, restammo scossi, perdemmo, e tra l’altro accadde la domenica precedente il big match con la Lucchese, quello del 2-2. Ma sapemmo reagire».
Quest’anno ha assistito a diverse partite della Spal: è possibile indicare un punto di contatto tra voi e questa squadra?
«Altre epoche... Ma direi la ricerca del gioco. La squadra di mister Semplici cerca sempre di esprimersi palla a terra, non butta via la sfera, non la gioca lunga. Per questo fa incetta di risultati. L’unico neo, forse, è rappresentato dalle sconfitte negli scontri diretti».
Anche voi, nel 77/78, non vinceste nessuna delle partite con Lucchese e Reggiana, seconda e terza: sconfitte esterne e pareggi interni con entrambe...
«Ah sì? Non mi ricordavo... Scherzo. La differenza la fa sempre la continuità».
Questa Spal quanto è vicina alla serie B?
«È vicina. Non dovrebbero esserci grossi problemi, però ti devi sempre guadagnare tutto sul campo e nel calcio c’è mai nulla di sicuro. Ma se continuano a fare quanto fatto finora...».
Chi le piace della Spal attuale?
«Mora è un buon giocatore, vedo in lui qualcosa di come ero io. Poi apprezzo molto Lazzari: uomo chiave, o comunque molto importante, sa mettere in difficoltà gli avversari».
La B cosa significherebbe?
«La Spal e la città meritano il palcoscenico della serie B. Facciamo tutti il tifo». (p.n.)
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