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Bondi, l’ora del congedo Il derby finisce con l’amaro

Bondi, l’ora del congedo Il derby finisce con l’amaro

Basket A2. Sabato sera spettacolo di pubblico ed emozioni ma estensi battuti Niente playoff: la squadra pure con Bologna ha pagato evidenti difetti strutturali

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FERRARA. Il giorno dopo è quello della delusione. Dei protagonisti, che vedono scivolare definitivamente le speranze di agguantare i play off. E anche dei tifosi, che sui social network raccontano il rammarico di una stagione densa di amarezze e finita in un caldo sabato sera di primavera giocando sostanzialmente in trasferta. Ma il giorno dopo è anche quello delle riflessioni su quanto è accaduto da settembre a oggi, visto che il derby con Bologna è stato, di fatto, l’ultimo atto della stagione della Bondi. Resta ancora da giocare una partita sabato sera a Brescia, ma per Ferrara conterà nulla. E comunque, il Pala Hilton Pharma per un po’ chiuderà i battenti.

La stagione della Pallacanestro Ferrara s’è conclusa col derby perso con la Fortitudo, in una cornice di pubblico incredibile e che sul campo ha visto prevalere la squadra più forte, che ha usato i muscoli e che aveva certamente più fame di vittoria. La Bondi ci ha provato, ma in quaranta minuti si sono visti tutti i difetti che la squadra si porta dietro da mesi. Turchetto, che è stato chiamato a comandare la nave nell’ultimo mese dopo che Morea l’aveva condotta per tutto il campionato, ha fatto il possibile. Ha cercato di metterci del suo, ma di fronte a difetti strutturali anche il più ispirato dei coach può fare poco. Poi è vero che gli arbitri, cambiando metro e concedendo tanto, hanno dato semaforo verde al gioco “sporco” di Bologna. Ma è altrettanto vero che la Bondi, il gioco maschio l’ha sempre sofferto e non è stata capace di trovare alternative valide. Così come non è riuscita ad avere la stessa intensità di Bologna nei frangenti di gioco decisivi.

Se si guardano i momenti positivi, Ferrara è stata capace di “fare” la partita fino al 35’, ma non è riuscita a dare la sterzata decisiva. Certo, vedere Daniel giocare con quella fisicità lascia perplessi, visto che da quando ha commesso il quarto fallo al 28’ gli è stato permesso di tutto. Di fronte ha avuto un Udanoh che tecnicamente s’è dimostrato nettamente inferiore. E poi se Bologna schiera giovani come Candi e Montano, dal rendimento decisamente elevato, in guardia ha un talento come Flowers e manda in campo uno specialista della difesa come Carraretto, si capisce che per la Bondi la coperta era inevitabilmente corta. Quindi non resta che dire che Ferrara ci ha provato, ma ha pagato tutti i limiti strutturali che si trascina dall’estate. Certo, non bisogna dimenticare che questa è stata la prima stagione in A2 della Pallacanestro Ferrara. Una stagione difficile, nata sotto una cattiva stella, ma che alla fine poteva andare decisamente peggio, visto che problemi salvezza la Bondi non ne ha mai avuti.

Mauro Cavina

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