Tra Spal e tifosi un grande abbraccio
Dopo la vittoria di Ancona è esplosa l’esultanza collettiva. Ora si prepara la decisiva giornata di sabato per festeggiare la B
FERRARA. «Ma che festa facciamo sabato? Tutti allo stadio...».
Questo il ritornello di ieri mattina. In palestra alla mattina alle 7.30, al bar per la colazione, in strada davanti alle edicole ed in centro, senza considerare le telefonate, il tam tam, gli amici, gli amici degli amici, i tifosi “semplici” e quelli presunti importanti. Tutti, ma tutti, a parlare solo di Spal e della scadenza sottolineata sul calendario: sabato 23 aprile, ore 17, stadio “Paolo Mazza”. Si gioca Spal-Arezzo, è la partita della promozione, della serie B, del ritorno in cadetteria atteso 23 anni. Che festa sia.
Nel giorno in cui San Giorgio uccide il drago, la Spal sconfiggerà i tanti fantasmi del suo passato più o meno recente. Un ventennio ed oltre con una miriade di delusioni, con rarissime soddisfazioni, con umiliazioni mai provate, con il ripetuto incubo della sparizione dalla mappa del calcio. Adesso, alle porte, il trionfo che sancisce la rinascita. Nel giorno del patrono. Della serie: lassù qualcuno...
I preparativi sono in corso. Domani in questura si terrà un “tavolo tecnico” per organizzare al meglio tutta la macchina, stabilire lo schema della sicurezza, pensare ai dettagli per il palco e le celebrazioni che avranno luogo in piazza Trento e Trieste, dove la festa si trasferirà - in serata - dallo stadio “Paolo Mazza”, per il grande happening che coinvolgerà tutta la città e sancirà la simbiosi tra Spal e popolo.
Un assaggio, spontaneo, si è avuto domenica sera quando la squadra è rientrata a Ferrara dalla vittoriosa trasferta di Ancona che di fatto ha sancito la promozione, anche se per rendere effettiva la serie B manca questo benedetto punto. Il pullman biancazzurro è arrivato al Centro di via Copparo - dove staff e giocatori avevano le proprie auto - ed è stato accolto da una festante moltitudine di tifosi. Sventolio di bandiere, cori, il pullman circondato con la gente a fare ala ai giocatori che scendevano dal mezzo, un inneggiare continuo a mister Semplici, abbracci, foto, battute, brindisi. Un’atmosfera che ha ulteriormente sancito il legame tra i tifosi (eccezionali anche ad Ancona, ma non è certo una novità) e la squadra.
Adesso non resta che l’ultimo, ultimissimo, passo. Poi Ferrara stringerà i suoi eroi in un abbraccio fortissimo.
Paolo Negri
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