Lo ricorderemo a lungo il coro ritmato che ha accompagnato gli ultimi tocchi in orizzontale di un campionato dominato e che è finalmente vinto, il boato che ha scacciato fantasmi e temporale.
Tutto sulla Spal
Le prossime partite saranno passerella, per questa banda di ragazzi che riporta la Spal ai piani nobili del calcio, per una società che ha avuto la forza di crederci, sin dal primo giorno, quando la serie B era tanto lontana da non poter essere neppure nominata. “Ho un sogno”, diceva il presidente Walter Mattioli, e non una parola di più, ma sorrideva con lo sguardo di chi ha il coraggio di elaborare progetti ambiziosi, fissa traguardi e sa tracciare il percorso per raggiungerli.
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La Spal correva, la città e il territorio erano fermi, azzoppati dagli scossoni che hanno nome Cooperativa Costruttori, terremoto e Carife. Se ne sta così, Ferrara - se ne stava così, voglio poter dire - disperando di poter arrestare il declino, in silenzio e rassegnazione, quando dal suo vecchio stadio di calcio è arrivato l’urlo della riscossa, finalmente capace di raccogliere le voci di un’intera comunità.
Non è un trofeo da bar, la promozione significativamente colta nel giorno del patrono cittadino. E’ un’occasione per ritrovare il senso di appartenenza, gonfiare il petto d'orgoglio e ripartire. Dobbiamo, tutti assieme, farla nostra e metterla a frutto. I ragazzi in bianco azzurro e il loro presidente, da soli non possono certo rovesciare il destino, ma hanno indicato una strada. E sprigionato energie che possiamo indirizzare per la crescita collettiva. Noi faremo la nostra parte, cominciando sin da subito a sollecitare la politica e le forze economiche e sociali. Pungolando, com'è mestier nostro
Scrivo queste riflessioni che sono le nove passate. Dalle finestre dellaredazione sulla splendida piazza Trento Trieste, ho il privilegio di vedere affacciandomi una moltitudine festosa, fatta di ragazzi e di famiglie, gente che neppure c’era allo stadio, ma che si è lasciata prendere dall’euforia nuova.
I tifosi del Mazza arrivano ora. Un’onda anomala, l’ha definita Mattioli. Straripante. Scorta il pullman del trionfo, per le vie del centro si gonfia di altri rivoli, entra in piazza coprendo con i cori la musica sparata che da almeno due ore anima la festa.
Un’onda che dilaga e, nella metafora surfista più abusata, travolge e porta via chi si aggrappa alla roccia fragile di certezze sconfessate, travolge chi aspetta a braccia conserte. Ma può spingere in alto chi prova a cavalcarla, con la fiducia di cui da ieri siamo tutti un po’ più ricchi.
Allo stadio l’urlo ha scacciato davvero le nuvole gravide di pioggia, regalando uno spiraglio di sole. Quale miglior buon auspicio? E allora festeggiamo la serie B ed i suoi eroi, continuiamo a farlo, con passione.
Nella consapevolezza che Ferrara ha le potenzialità per arrivare anche più in alto.
Buona domenica.