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Juventus, il 32° è uno scudetto epocale

Juventus, il 32° è uno scudetto epocale

Il risultato dell’Olimpico consegna il quinto titolo di fila. Allegri e Buffon: «La stagione non è finita, vogliamo la Coppa»

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TORINO. Uno scudetto «epocale», il «più bello», come lo definisce capitan Buffon, perché conquistato - ricorda il presidente Andrea Agnelli - «quando tutti erano pronti a celebrare il nostro funerale e invece abbiamo scritto la storia». La Juventus conquista il quinto tricolore consecutivo, il 32°, e la Torino bianconera torna a fare festa. A Vinovo, dove Buffon e compagni si allenano mentre la Roma batte il Napoli e regala il trionfo, come per le vie del centro, dove i tifosi danno sfogo al loro entusiasmo per un successo che a inizio stagione - con 10 punti in 12 gare - era impensabile. Ed è alle tante critiche che Allegri guarda non appena lo scudetto è una certezza.- «Dico sempre che si cresce solo attraverso le difficoltà: riguardo il nostro percorso, sono ancora più orgoglioso», sottolinea il tecnico, al secondo centro in altrettante stagioni. «A ottobre eravamo dodicesimi, fuori da tutto e l'allenatore doveva essere cambiato. È uno scudetto pazzesco, abbiamo fatto un risultato straordinario; 24 vittorie su 25 partite sono irripetibili».

Una «rimonta impressionante, che capitan Buffon spera »non si sia fermata a Firenze ma continui nelle ultime tre gare per suggellare un'impresa incredibile. È stata una dimostrazione di forza incredibile: la vittoria di un gruppo coeso e granitico», aggiunge il portiere, protagonista assoluto alla soglia dei 40 anni. Lo sguardo è al presente, con tre partite da onorare e una finale da Coppa Italia da giocare, ma anche al futuro. «Ad agosto ricomincerà un'altra stagione e noi partiremo con la certezza di sapere di valere, perché quando fai una partita alla pari con il Bayern Monaco significa che sei arrivato a un livello importante». Alla Champions League guarda anche la società. «L'anno prossimo vogliamo fare una Champions da protagonisti», assicura il dg Marotta, pronto ad allestire una squadra «competitiva sia in Italia che in Europa» ripartendo dal prolungamento del contratto di Allegri e dalla conferma dei tanti campioni che fanno già parte della rosa. Da Dybala - «sono venuto perché volevo iniziare a vincere» - ai suoi senatori. Come Bonucci, che dedica lo scudetto «a chi diceva che senza Pirlo, Vidal e Tevez non saremmo stati gli stessi. Questo è un gruppo vincente». E Barzagli, che dà alla squadra «un 10 per quello che ha fatto nonostante la partenza.Ma la stagione non è finita: vogliamo la Coppa Italia».

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