«La grande bellezza di un Mazza in festa»
Simonetta Giannini, compagna di patron Francesco, e il viaggio biancazzurro. Dalla Giacomense alla serie cadetta: ecco la scalata vista dietro le quinte
FERRARA. La scoperta della grande bellezza. Un passo alla volta: dalla periferia dell’impero calcistico all’anticamera della nobiltà. La Spal rimette piede sul proscenio pallonaro, Simonetta Giannini da svariati anni frequenta campi e tribune. La signora Giannini è la compagna di vita di Francesco Colombarini ed ha seguito con discrezione, pari alla tenacia, le avventure della famiglia nel football. Dalla Giacomense alla beneamata, da Masi San Giacomo ad un Paolo Mazza catino di passioni. Una strada rapida e vincente. Affascinante e stordente. Lei, Simonetta, viene a trovarci in redazione e rimane folgorata dalla vista. Il duomo, il castello... «Sono una grande amante dei particolari» sussurra. Predilige frequentare le retrovie, come lifestyle, e si schermisce quando deve parlare di questa magnifica avventura spallina. «Anche perché ho vissuto tutto di luce riflessa... I meriti sono di Francesco e Simone, con il contributo fondamentale di Walter (Mattioli; ndr). Sono sempre stata una grande appassionata di sport e al calcio mi sono avvicinata attraverso la Giacomense. Quest’anno, a parte Roma, ho fatto tutte le trasferte al seguito della Spal. Di solito mi siedo al fianco di Mattioli, cerco di apprendere il più possibile. Diciamo che Walter segue le partite molto intensamente».
Tra le mura domestiche, invece, come si sta gestendo questa onda di entusiasmo e di passione? «Nella nostra vita nulla è cambiato, nel senso che non ci sentiamo travolti. Perché la nostra filosofia è quella di guardare avanti: pensare al futuro. Lavorare per cercare di migliorare, dove è possibile». Sobrietà e serietà sono le colonne sonore della famiglia Colombarini... «È così. Ed è la missione di tutto il gruppo spallino nella quotidianità. Come famiglia non ci sentiamo sotto i riflettori, semplicemente siamo contenti di avere regalato una grande gioia alla città. Ora si pensa a come crescere. Con voglia di fare».
Non può però non raccontarci come sono stati questi mesi di adrenalinico avvicinamento ad un traguardo storico. Simonetta si prende una pausa, cadenza le parole con chirurgica precisione: «Nella mia mente, il film è stato un crescendo. Settimana dopo settimana, senza però avere aspettative irrealizzabili. La promozione è stata messa in cantiere un po’ alla volta e devo dire che, nell’ultimo periodo, me l’aspettavo». Ecco, attendersi una festa è un fatto. Ma viverla? Signora Giannini, com’è immergersi in una città sbandierante e tutta brividi? «Una magnifica esperienza, peraltro inaspettata con queste proporzioni. Vedo tante persone contente ed è proprio bello. Sabato direi che c’è stata una manifestazione corale della città e mi è piaciuta una cosa: non ci sono stati episodi brutti. Sì, solo bellezza. Anche allo stadio è andato tutto liscio. In generale, rispetto ad altre tifoserie, gli spallini sono passionali e anche rispettosi». Quando la famiglia Colombarini ha avviato il “progetto Spal” c’erano disillusione e spalti vuoti. Quali flash si sente di raccontare tra i suoi ricordi del triennio? «Intanto mi ha colpito la differenziazione del pubblico. All’inizio era particolare: fidelizzato ma di una certa età. Ora vedo tante famiglie e moltissimi giovani. Da insegnante credo che questo possa essere un buon esempio dei valori positivi che sono stati trasmessi dalla società, dallo staff e dalla squadra. Abbiamo coinvolto non soltanto gli irriducibili. E poi mi ha fatto una certa impressione vedere la gradinata piena: non ero abituata». Beh, l’anno prossimo dovrà farci il callo... «Però dovremo lavorare sodo». Già, la filosofia non cambia.
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