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Portuense, errori a ripetizione per un’annata no

di Davide Bonesi
Portuense, errori a ripetizione per un’annata no

Eccellenza. La retrocessione ha chiuso un ciclo Probabile addio del presidente rossonero Iosco

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PORTOMAGGIORE. Una stagione disastrosa e dire che le premesse erano ben altre. La retrocessione della Portuense (e la poca voglia di parlare al termine del match decisivo perso a Savignano) senza neppure passare dai play out hanno significato una delle delusioni calcistiche più cocenti degli ultimi anni del calcio ferrarese. Perché è vero che in anni recenti hanno salutato questa categoria il Comacchio Lidi prima o la Copparese poche settimane fa. Ma la Portuense aveva iniziato questo campionato con ben altre aspettative, anche se la conclusione è il giusto specchio di quanto visto dalla fine dello scorso torneo ad oggi, anzi domenica.

L’estate

I problemi rossoneri sono ovviamente prima di tutto dirigenziali. Ma, sia chiaro, con questo non intendiamo che la Portuense ha problematiche societarie, tutt’altro. Sono le scelte che ci hanno lasciati perplessi. Ma, come si diceva, tutto questo è iniziato in estate, quando il presidente Giambattista Iosco (unico a meritare la salvezza in casa rossonera) aveva parlato chiaro al consiglio societario. In pratica il succo era il seguente: per impegni lavorativi mi devo disimpegnare, lascio la presidenza ma resto come principale partner economico. Il consiglio si è guardato in faccia ed alla presenza del primo cittadino (da sempre vicino alle sorti della società) ha ben pensato di non trovare un presidente alternativo. Così Iosco è rimasto presidente, ma è immaginabile con quanta voglia...

La squadra

Ammesso e non concesso che sostituire Rolfini non è semplice, la domanda che ci facciamo è un’altra: nella passata stagione ad alto livello il neo dei rossoneri era il centravanti. Per ovvie ragioni Rolfini viene ceduto per permettergli di crescere e chi arriva? Nessuno, fiducia al quasi mai utilizzato Protti e Franceschini fisso come attaccante, perché questa è la volontà del difensore (?). Poi la sfortuna dell’addio del portiere titolare poco prima di partire, ma fosse stato questo l’unico neo. Di certo ha diverse responsabilità il direttore sportivo Alessandro Claysset, rientrano nel calcio dopo anni di lontananza e poco conoscitore del panorama dilettantistico. Tanto è vero che a dicembre (e la Copparese non aveva certo i mezzi per poter intervenire sulla rosa), la società rossonera ha avuto ampie possibilità per migliorare l’organico, peccato che per trovare pedine di valore ci si è affidati a procuratori. Così sono arrivati un buon attaccante (Rivi), uno valido ma infortunato (Djordjevic) ed un altro fermo da tempo (Rebecca).

La panchina

Che dire poi della scelta dell’allenatore: prima la corsa in extremis per ingaggiare Roberto Labardi, già d’accordo con il San Carlo. Scelta di fretta motivata dal tardivo addio a “Chicco” Buriani. Poi al momento di cambiare Labardi ecco la ‘promozione’ dal campo alla panchina di Daniele Buriani, privando la squadra di una pedina ancora importante e dando al nuovo mister un peso eccessivo, considerando che era alla prima vera panchina da allenatore. Lo si diceva, inevitabile che i risultati sono lo specchio di quanto fatto.

Il futuro

E se si parla di futuro iniziano le preoccupazioni, legate alle tante voci circolate in questi giorni. La più insistente vorrebbe l’addio definitivo di Iosco, ma il presidente a parte lasciare l’incarico non è disposto ad abbandonare del tutto. Dunque, anche se rimangono importanti gli impegni lavorativi, Iosco è comunque un pilastro su cui poter contare. Un altro sarebbe Giorgio Marzola, cotitolare della Sa.Ma. già sponsor del volley e padre di quel Luca che passerebbe da giovane viceallenatore a giovane mister della Copparese. Ma Marzola è anche uno dei papabili per la Portuense, legando la Sa.Ma. alla Iosco Cablaggi.

Il ritorno

Ma, si diceva, le voci sono tante. Fra queste una vorrebbe il ritorno dell’ex direttore sportivo Marco Dallafina, a capo di una cordata con alcuni dei dirigenti storici della Portuense, usciti dalla società con l’avvento di Iosco. Le problematiche in tal senso sono due: l’impossibilità di conciliare le due parti (Iosco e Dallafina), la difficoltà della vecchia dirigenza rossonera di garantire un budget al livello di quello che ha permesso all’attuale dirigenza di condurre la Portuense fino all’Eccellenza. A Portomaggiore siamo già in clima elettorale, il rischio è che la ‘politica’ pensi poco al pallone...

L’errore

A contorno di tutto questo l’errore principale, quello di non aver investito nel settore giovanile, pur in un Comune grande (e ricco di frazioni) come quello di Portomaggiore e con una struttura sportiva invidiabile.

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