Spal, il presidente: "Ora punto al mio decimo torneo"
Walter Mattioli intervistato in redazione: "Ma l'obiettivo immediato è mantenere la serie B"
FERRARA. Giorni di gioia, di fibrillazione, di esultanza. Di delirio popolare. Ma anche giorni di lavoro e di programmazione. Walter Mattioli non perde tempo, si è già messo all’opera. Dopo aver (ri)portato la Spal in serie B, a distanza siderale dall’ultima partecipazione biancazzurra, datata 1992/93, il presidente guarda avanti. Non si autocelebra, e lo ha affermato a chiare lettere ieri pomeriggio, quando è venuto a farci una graditissima visita in redazione, accompagnato dal responsabile dell’ufficio stampa spallino, Leo Rosa.
Presidente Mattioli, lei è nella storia...
«Non ci penso. Per me i festeggiamenti sono finiti. Faccio mia una dichiarazione di Elisa Colombarini al vostro giornale: non siamo qui per essere ringraziati, siamo noi che diciamo grazie ai tifosi per il grande contributo che hanno dato. Sul palco della festa, sabato sera, ho voluto una rappresentanza della Ovest perchè la Curva è stata il nostro 12º uomo in campo, ha giocato insieme a noi. Quanto a me, da domenica mattina sto pensando solo a cosa fare in vista della prossima serie B, per ben figurare».
Prima di parlarne, un piccolo salto indietro: in cuor suo quando ha capito che la Spal sarebbe stata promossa?
«A fine 2015 sapevo che saremmo arrivati in serie B. Non l’avrei detto nemmeno sotto tortura, ma avevo le sensazioni giuste, frutto della mia quasi trentennale esperienza da dirigente. I segnali c’erano tutti, squadra valida tecnicamente e composta da bravi ragazzi».
Lei è un... papà severo?
«Sono più che un papà. Pretendo il 110% dai miei, ma sono anche a disposizione 24 ore su 24, per qualsiasi problema. Loro brontolano, però al ritorno da Ancona il primo che hanno abbracciato sono stato io».
Attualità: il d.s. Vagnati e mister Semplici hanno firmato il rinnovo contrattuale?
«I contratti sono già fatti e verranno firmati o questa settimana o la prossima. Nessuno dei due vuole lasciarci, e noi ce li teniamo stretti».
Vagnati firmerà un pluriennale, giusto?
«Vagnati ha un modo di operare che piace alla proprietà ed a me. È cresciuto con noi. È attento, gira, vede partite su partite».
Semplici un anno più opzione, con... rinnovo automatico in caso di serie A?
«Continuare insieme è cosa logica se ci si trova bene. La serie A? Lasciamo perdere».
Era una battuta...
«Sì, ovvio. Ma, al proposito, anticipo le nostre idee».
Prego...
«Niente spese folli, obbligo di restare nel budget, acquisire - su indicazione dell’allenatore - calciatori idonei. Lo staff guarderà all’aspetto tecnico, io al resto. Farò i raggi X a tutti, oltre al giocatore deve piacermi la persona».
Avete già acquistato qualcuno?
«No. Abbiamo una lista di nomi che stiamo seguendo. La serie B vogliamo farla bene: prima cosa, il mantenimento della categoria; seconda, ripeto, il rispetto del budget; terzo, imparare, al fine di migliorarci e, in due o tre anni, recitare un ruolo importante in B».
Il 1992/93 deve restare come monito...
«Non vogliamo ripetere gli errori che vennero commessi da chi c’era all’epoca. Non faremo pazzie, vogliamo solo gente motivata, consapevole di ciò che rappresentano Ferrara e la Spal».
Quante conferme?
«Del gruppo attuale rimarranno in tanti. Il mister vuole continuare con questa base. Manterremo l’ossatura, poi ci saranno degli innesti».
Quanti?
«Un difensore, un centrocampista ed un attaccante di categoria. Più qualche ragazzo più giovane».
Da 1 a 10 quanto è orgoglioso di aver portato la Spal in B?
«Sono felicissimo. Ho ricevuto e sto ricevendo centinaia di messaggi, di telefonate. Figuratevi, non avevo nemmeno riconosciuto il ministro Franceschini... Ma il mio vero orgoglio è quello di aver reso felice le gente. Tre anni fa si intuiva che l’entusiasmo covava e andava solo riattizzato, ma non immaginavo una simile esplosione di passione. Ho visto cose eccezionali, che mi hanno emozionato. Io parto sempre per vincere, non per partecipare, ma in tre anni abbiamo fatto un mezzo miracolo».
E adesso?
«La Spal devo tenerla in B. Sarà un torneo durissimo. L’entusiasmo deve continuare, e sostenere società e squadra nei momenti di difficoltà».
Lei ha realizzato il sogno. Il prossimo qual è?
«Ho vinto 9 campionati in 28 anni, partendo dalla Terza Categoria, unico dirigente in Italia ad esserci riuscito. Ora vorrei vincere il 10º...».
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