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La favola di Ranieri è iniziata al Mazza

di Paolo Negri
Spal Catanzaro, serie B, 21 dicembre 1975
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Spal Catanzaro, serie B, 21 dicembre 1975

II primo trionfo del mister fu la conquista della Coppa Italia di serie C vinta con il suo Cagliari contro la Spal nel 1989

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FERRARA. «Vogliamo vincere, vogliamo vincere la Coppa».

Così parlò Claudio Ranieri. L’allenatore del momento. Il fenomeno mediatico che ha conquistato tutto il mondo. Il tecnico che ha appena condotto il Leicester alla storica conquista del campionato inglese. Per dire: ieri il Tg1 delle 13.30 ha aperto con la notizia ed il servizio sul trionfo delle Foxes e, ovviamente, del loro condottiero: King Claudio. Il telegiornale non ha optato per tale scaletta nemmeno in occasione dello scudetto della Juventus. Vabbè, la grande novità a fronte dell’abitudine. E poi questa è un’autentica favola, che fa bene non solo al mondo del calcio.

Ma torniamo “a bomba”. A Ranieri, ovvio. Adesso ne parlano tutti, in tutte le salse. Ne celebrano la tanto inaspettata quanto meritatissima conquista. Ma nessuno ricorda che la parabola del tecnico è iniziata a Ferrara. Tanti anni fa. Dallo stadio “Paolo Mazza” al regno d’Inghilterra, un percorso di ben 27 anni. Già, perchè il primo titolo della sua carriera da allenatore professionista (tra i dilettanti aveva vinto con la Vigor Lamezia) Ranieri lo conquistò contro la Spal. E quell’affermazione («Vogliamo vincere, vogliamo vincere la Coppa») la fece alla vigilia del confronto con i biancazzurri.

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Era la fine di maggio del 1989. Spal e Cagliari si apprestavano a giocare la finale d’andata della Coppa Italia di serie C. Vi erano approdate attraverso percorsi ben diverse. Entrambe in C1, ma con destini opposti: il 4 giugno la Spal si sarebbe congedata dal campionato con la retrocessione in C2, mentre il Cagliari avrebbe festeggiato la promozione in serie B. Il primo di due consecutivi salti di categoria con cui Ranieri avrebbe portato i rossoblu dalla C1 alla serie A.

Ma il 31 maggio c’era la finale di Coppa Italia. Cagliari favorito, ovvio, sia pur reduce da una serie di risultati non brillantissimi, come le sconfitte esterne di Perugia e Foggia. Per questo Ranieri voleva cancellare quei ko - che avevano interrotto un’imbattibilità di 25 gare tra campionato e Coppa - e tornare al successo.

Detto e fatto. Il Cagliari si impose 3-0 a Ferrara. Un “massacro”. La Spal resse un tempo, poi crollò. I sardi, inizialmente troppo accademici, quando decisero di giocare “sul serio” fecero la differenza. Squadra compatta (nonostante la scelta di schierare molte riserve), apprezzabile come organizzazione collettiva. Come il Leicester odierno. La mano di Ranieri è sempre stata quella.

Il risultato della gara d’andata di fatto consegnò la Coppa Italia al Cagliari, rendendo sostanziamente inutile la partita di ritorno al Sant’Elia, nulla di più di una passerella. Comunque, i sardi vinsero anche il secondo match, in rimonta, dopo l’illusorio gol del vantaggio spallino di Fattori. La rimonta venne firmata da Pani e De Amicis. Così Ranieri fece la doppietta Coppa-campionato.

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Insomma, il percorso vincente del trainer romano ebbe inizio contro la Spal. Che già da giocatore, quando la affrontò col Catanzaro a metà anni ’70, ne sperimentò la tempra e la capacità di stare in campo.

Adesso tutti celebrano l’apice della carriera di Ranieri. A noi è piaciuto ricordarne il principio. O, almeno, il principio (dopo Vigor e Puteolana) coronato da vittorie. Che si intrecciarono con le sconfitte della Spal. Adesso, esultano sia i biancazzurri che Ranieri. In fondo con il Leicester sono solo diverse le tonalità di azzurro...

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